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Privacy in Bitcoin: perché CoinJoin e PayJoin non sono per criminali

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Giugno 10, 2026
in Bitcoin, Feature
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Guida Privacy Bitcoin

Come CoinJoin e PayJoin tutelano la libertà finanziaria di tutti gli utenti Bitcoin.

TL;DR: CoinJoin e PayJoin sono tecniche legittime per ripristinare la privacy delle transazioni Bitcoin, compromessa dal collegamento tra identità e indirizzi creato dagli exchange KYC. Dopo la chiusura di Samourai Wallet (i fondatori sono stati condannati a 5 e 4 anni di carcere negli USA a novembre 2025) e del coordinatore zkSNACKs di Wasabi (2024), l’ecosistema si è riorganizzato: Ashigaru ha riportato in vita Whirlpool nel 2025, Wasabi funziona con coordinatori comunitari e il protocollo JoinMarket resta utilizzabile tramite l’interfaccia Jam, anche se il repository principale è stato archiviato ad aprile 2026.

Privacy non significa anonimato. La privacy rappresenta il diritto fondamentale di poter scegliere selettivamente con chi condividere determinate informazioni. Quando parliamo di denaro, significa anche difendere la propria libertà finanziaria da occhi indiscreti, che siano essi di aziende private, governi o malintenzionati.

Bitcoin, spesso erroneamente considerato “anonimo”, è in realtà pseudonimo: ogni transazione è pubblica e permanentemente registrata sulla timechain. Il problema emerge quando la vostra identità viene collegata ai vostri indirizzi Bitcoin, creando un profilo completo delle vostre attività finanziarie.

Il problema degli exchange

Ogni volta che acquistate bitcoin su un exchange centralizzato, create un collegamento permanente tra la vostra identità e i vostri fondi. Le procedure KYC (Know Your Customer) associano i vostri dati personali agli indirizzi Bitcoin utilizzati per i prelievi.

Tale collegamento permette a chiunque abbia accesso ai dati dell’exchange di tracciare tutte le vostre transazioni future. È come se ogni banconota che utilizzate portasse il vostro nome e cognome stampato sopra.

La soluzione a questo problema risiede in tecnologie come CoinJoin e PayJoin, strumenti progettati per spezzare tali collegamenti e restituire agli utenti il controllo sulla propria privacy finanziaria.

Il caso Samourai: cosa è successo e cosa significa

Per capire lo stato attuale degli strumenti di privacy occorre partire dal caso che ha ridisegnato il settore. Nell’aprile 2024 il Dipartimento di giustizia statunitense (DOJ) ha arrestato Keonne Rodriguez e William Lonergan Hill, fondatori di Samourai Wallet, accusandoli di aver gestito un money transmitting business senza licenza attraverso il servizio di CoinJoin Whirlpool. I server sono stati sequestrati e l’app rimossa dagli store: Samourai Wallet ha cessato di funzionare da un giorno all’altro.

Nel luglio 2025 i due si sono dichiarati colpevoli di un capo d’imputazione, accettando la confisca di circa 237,8 milioni di dollari. A novembre 2025 sono arrivate le condanne: 5 anni di carcere per Rodriguez e 4 anni per Hill, oltre a 250.000 dollari di multa ciascuno.

Il caso ha stabilito un precedente pesante per gli sviluppatori di software di privacy non-custodial negli Stati Uniti, ed è la ragione per cui i progetti successori, come Ashigaru, operano in forma anonima e fuori dalla giurisdizione statunitense. Va ricordato il punto centrale: a essere processati sono stati gli operatori di un servizio, non gli utenti. Usare CoinJoin o PayJoin non costituisce reato.

Rimescolare le carte con il CoinJoin

Il CoinJoin è una tecnica che mescola i vostri bitcoin con quelli di altri utenti, rendendo molto complicato tracciare chi possiede cosa. Immaginate di versare centinaia di monete identiche in un grande sacco insieme ad altre persone: una volta mescolate, diventa praticamente impossibile determinare quale moneta apparteneva originariamente a chi.

Dal punto di vista tecnico, un CoinJoin è una transazione collaborativa in cui più partecipanti combinano i propri input per creare una transazione con output di valore simile o identico. Il risultato è una rottura delle tracce che collegano i bitcoin alla loro storia precedente.

Le principali soluzioni CoinJoin

Wasabi Wallet

Wasabi Wallet rappresenta una delle soluzioni più intuitive per effettuare CoinJoin. Utilizzando il protocollo WabiSabi, il wallet offre un mixing automatico con importi variabili, comunicazioni esclusivamente via Tor e un design trustless che impedisce al coordinatore di rubare fondi.

Dopo la chiusura del coordinatore ufficiale gestito da zkSNACKs (2024, decisione presa sull’onda del caso Samourai), il software è passato a un modello a coordinatori indipendenti: chiunque può gestirne uno e l’utente può selezionarlo dalle impostazioni. Nel 2026 i coordinatori comunitari attivi, tra cui quello noto come Kruw, continuano a processare round di CoinJoin regolarmente, in molti casi senza commissioni di coordinamento (restano le fee di mining): dalla versione 2.2 il client Wasabi partecipa solo a round in cui l’utente paga unicamente le fee di mining.

Ashigaru Whirlpool

Whirlpool, il protocollo CoinJoin di Samourai, è rinato nel giugno 2025 con Ashigaru, un fork open source sviluppato da un team anonimo. Il nuovo coordinatore Zerolink mette a disposizione due pool fisse, da 0,025 BTC e 0,25 BTC, con una commissione anti-Sybil del 5% pagata una sola volta all’ingresso e remix successivi gratuiti per ampliare l’anonymity set.

Rispetto all’architettura originale di Samourai, Ashigaru elimina la dipendenza dai nodi Dojo e utilizza un server Electrum come backend, risultando compatibile con soluzioni self-hosted come Umbrel, Start9 e myNode. Per partecipare ai round serve Ashigaru Terminal, un’applicazione desktop a interfaccia testuale; il team non ha accesso alle chiavi pubbliche estese (xpub) degli utenti. Esiste anche un mobile wallet Ashigaru per Android, distribuito come APK dal sito ufficiale.

JoinMarket

JoinMarket, lanciato nel 2015, resta la soluzione più decentralizzata: il modello maker-taker crea un mercato della privacy in cui i maker forniscono liquidità guadagnando commissioni e i taker avviano i CoinJoin pagando fee di mercato, senza alcun coordinatore centrale e con i fidelity bond come difesa dagli attacchi Sybil.

Sul fronte dello sviluppo, però, il progetto ha rallentato: il repository principale joinmarket-clientserver è stato archiviato il 27 aprile 2026 ed è ora in sola lettura; l’ultima release è la 0.9.12. Il software continua a funzionare e la rete dei maker resta attiva, ma senza sviluppo attivo del client storico. L’interfaccia grafica Jam, mantenuta separatamente e disponibile su piattaforme self-hosted come Umbrel e Start9, è oggi il modo più pratico per usare il protocollo.

Rompere le euristiche di analisi con il PayJoin

In una transazione PayJoin, sia il mittente che il destinatario contribuiscono con i loro input alla stessa operazione, creando una transazione che appare normale sulla timechain ma che in realtà confonde gli osservatori esterni. Gli importi degli output visibili sulla timechain non riflettono necessariamente il valore reale del pagamento effettuato. I vantaggi sono duplici: maggiore privacy per entrambe le parti e riduzione delle commissioni grazie alla condivisione degli input. La forza del PayJoin sta nel fatto che una transazione è indistinguibile da una transazione normale, rendendo impossibile la sua identificazione tramite blockchain analysis.

Come Bull Bitcoin protegge la privacy degli utenti

Non tutti gli exchange trattano la privacy allo stesso modo. Il broker canadese Bull Bitcoin, noto per essere rigorosamente non-custodial e Bitcoin-only, ha adottato un approccio diverso nella gestione dei dati degli utenti. La piattaforma non invia alcuna comunicazione via email relativa all’acquisto o alla vendita di bitcoin. I dati KYC raccolti vengono custoditi esclusivamente in-house attraverso sistemi self-hosted e non sono mai condivisi con terze parti, agenzie pubblicitarie, governi o autorità fiscali, salvo in presenza di un’ordinanza giudiziaria formale. Inoltre, il broker ha sviluppato un software open-source che permette di inviare e ricevere bitcoin on-chain tramite PayJoin.

Come dichiarato dal Ceo di Bull Bitcoin Francis Pouliot:

“Non consideriamo le tecniche di privacy come il CoinJoin indicatori di comportamenti sospetti, soprattutto perché l’amministratore delegato le utilizza regolarmente”. 

L’imperativo etico della privacy

La privacy è un diritto fondamentale dell’uomo. Nell’era digitale gli strumenti di privacy finanziaria diventano essenziali per preservare la libertà individuale.

Considerare l’uso di CoinJoin o PayJoin come “sospetto” equivale a considerare sospetto l’uso di tende alle finestre o di buste per le lettere. La privacy è un prerequisito per la libertà, non un ostacolo alla legalità.

Le implicazioni vanno ben oltre Bitcoin: in un mondo sempre più sorvegliato, strumenti privacy-focused rappresentano baluardi tecnologici contro l’erosione della privacy finanziaria. Proteggono dissidenti in regimi autoritari, giornalisti investigativi, whistleblower e comuni cittadini che semplicemente vogliono mantenere private le proprie questioni finanziarie.

Domande frequenti

Il CoinJoin è legale?

Sì. Il CoinJoin è una tecnica di costruzione collaborativa delle transazioni e usarla non costituisce reato. Le azioni giudiziarie statunitensi (caso Samourai) hanno riguardato gli operatori dei servizi di coordinamento, accusati di money transmitting senza licenza, non gli utenti.

Cosa è successo a Samourai Wallet?

Nell’aprile 2024 il DOJ ha sequestrato i server e arrestato i fondatori. Dopo la dichiarazione di colpevolezza del luglio 2025, a novembre 2025 Keonne Rodriguez è stato condannato a 5 anni di carcere e William Hill a 4 anni, con multe da 250.000 dollari ciascuno.

Si può ancora fare CoinJoin nel 2026?

Sì, attraverso tre strade principali: Wasabi Wallet con coordinatori comunitari, Ashigaru Whirlpool (il successore di Samourai) e il protocollo JoinMarket tramite l’interfaccia Jam.

Cos’è Ashigaru?

Un fork open source di Samourai Wallet sviluppato da un team anonimo, che nel giugno 2025 ha riportato online il CoinJoin Whirlpool con pool da 0,025 e 0,25 BTC, commissione unica del 5% e remix gratuiti.

Qual è la differenza tra CoinJoin e PayJoin?

Il CoinJoin mescola fondi di più utenti per spezzare la tracciabilità della loro storia; il PayJoin è un pagamento reale in cui anche il destinatario contribuisce con propri input, producendo una transazione indistinguibile da una normale e ingannando le euristiche di analisi.

Bitcoin è anonimo?

No, è pseudonimo: tutte le transazioni sono pubbliche e permanenti. Senza accorgimenti, il collegamento tra identità e indirizzi (ad esempio tramite un exchange KYC) rende tracciabile l’intera attività finanziaria di un utente.


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