Un nuovo sondaggio rivela che quasi due terzi degli elettori americani valutano la posizione sulle criptovalute come fattore determinante nelle elezioni.
Un recente sondaggio condotto da McLaughlin & Associates in collaborazione con The Digital Chamber ha portato alla luce alcuni dati sul rapporto tra digital asset ed elezioni negli Stati Uniti. Secondo la ricerca, il 64% degli elettori ritiene che la posizione di un candidato sugli asset digitali rappresenti un elemento importante nella scelta di voto.
Il sondaggio ha anche rivelato che gli investitori in criptovalute mostrano una maggiore fiducia nei confronti del Partito Repubblicano rispetto ai Democratici per quanto riguarda lo sviluppo del settore negli Stati Uniti.
Tre quarti degli investitori sostengono l’approccio dell’amministrazione Trump nel ridimensionare le normative e le azioni di enforcement dell’era Biden sugli asset digitali, misure che renderebbero “più facile la crescita e l’espansione delle criptovalute negli Stati Uniti”.
Le controversie e il dibattito elettorale
Il sondaggio arriva in un momento delicato per il governo statunitense, con lo shutdown federale ormai alla seconda settimana a causa del mancato accordo tra Democratici e Repubblicani su due progetti di legge chiave sulla spesa governativa.
Esponenti democratici, come la Senatrice Elizabeth Warren, hanno sollevato preoccupazioni riguardo ai legami di Trump nel settore dei digital asset, in particolare per quanto concerne World Liberty Financial (WLF).
“Nel marzo 2025, WLF ha annunciato il piano per lanciare USD1, ‘la stablecoin che il tuo wallet stava aspettando'”, ha dichiarato Warren in una nota all’inizio dell’anno.
La Warren ha sottolineato come “il lancio di una stablecoin direttamente collegata a un Presidente in carica che può trarre benefici finanziari dal successo della stablecoin rappresenta di per sé un conflitto di interessi senza precedenti, presentando minacce significative per il nostro sistema finanziario”.





