L’aggiornamento alla versione 30 porta miglioramenti e controversie con l’aumento del limite OP_RETURN da 80 a 100.000 byte.
La community Bitcoin si trova divisa dopo il lancio ufficiale dell’aggiornamento Bitcoin Core v30. L’update, che introduce modifiche all’architettura dei nodi, alle prestazioni e alla sicurezza, ha generato reazioni contrastanti tra sviluppatori, miner e utenti.
Le novità principali
Il team di sviluppo di Bitcoin Core ha implementato diverse funzionalità che promettono di migliorare l’esperienza utente sulla rete. Tra le aggiunte spiccano le connessioni crittografate opzionali tra nodi, pensate per garantire maggiore privacy agli utilizzatori.
L’annuncio ufficiale del 12 ottobre ha anche chiarito che con il rilascio di questa nuova versione principale, tutte le versioni precedenti alla 27.x raggiungono “l’End of Life” e non riceveranno più aggiornamenti di sicurezza o manutenzione.
Una delle principali novità è la riduzione delle commissioni predefinite. I nodi possono trasmettere transazioni con commissioni a partire da 0,1 sat/vB. I miner, invece, potranno includere le transazioni nel blocco successivo con una commissione minima di 0,001 sat/vB.
La modifica più dibattuta introdotta riguarda l’espansione del limite OP_RETURN, passato da circa 80 byte fino a 100.000 byte. Tale cambiamento permette l’inserimento di quantità maggiori di dati non finanziari all’interno delle transazioni Bitcoin.
Nonostante l’aggiornamento includa anche correzioni di bug e miglioramenti delle prestazioni, è proprio l’aumento del limite OP_RETURN a catalizzare l’attenzione e a dividere la community.
Le reazioni
Alex Bergeron, Ecosystem Lead di Ark Labs, ha espresso entusiasmo per Bitcoin Core v30 attraverso X, dichiarando l’intenzione di “utilizzare tutto lo spazio OP_Return aggiuntivo per rendere Bitcoin più simile a Ethereum, ma migliore”.
Pavol Rusnak, co-fondatore di Satoshi Labs, ha dichiarato di aver scelto Bitcoin Core v30 per il suo “ottimo team di sviluppo, codice peer-reviewed e decisioni ingegneristiche sensate”.
I critici dell’aggiornamento sostengono che tale cambiamento violi i principi fondamentali di Bitcoin come sistema di pagamento elettronico peer-to-peer. Le preoccupazioni includono il rischio di aumento della dimensione della blockchain, l’aumento dei costi operativi per i nodi e potenziali problemi legali.
La scorsa settimana Nick Szabo, noto cypherpunk, ha raccomandato via X: “Come misura (si spera) temporanea, utilizzate Knots. Raccomando vivamente di non aggiornare a Core v30”.
All’inizio di ottobre, Szabo aveva già sollevato preoccupazioni sulle implicazioni legali dell’aumento del limite OP_RETURN. Secondo lui, gli operatori di nodi corrono il rischio di ospitare “dati illegali” per i quali potrebbero essere ritenuti penalmente responsabili.
Negli ultimi mesi, in risposta alle decisioni di Bitcoin Core, un numero significativo di operatori di nodi ha adottato l’implementazione alternativa Bitcoin Knots, che permette di applicare limiti rigorosi alle dimensioni dei dati. I dati di Clark Moody Bitcoin rivelano che attualmente esistono quasi 5.000 nodi Knots attivi, rappresentando circa il 20% di tutti i nodi.





