Il secondo asset manager mondiale cambia rotta e abilita il trading di prodotti su asset digitali sulla propria piattaforma.
Vanguard ha annunciato che permetterà il trading di fondi legati a digital asset come bitcoin ed ether sulla propria piattaforma. La notizia, riportata da Bloomberg, segna un’inversione di marcia per il secondo gestore patrimoniale al mondo.
L’azienda aveva precedentemente mantenuto una posizione cauta rispetto ai prodotti legati agli asset digitali, escludendo dalla propria offerta anche gli ETF spot su bitcoin lanciati da giganti come BlackRock e Fidelity. Nell’agosto 2024, l’amministratore delegato Salim Ramji aveva dichiarato pubblicamente che la società non aveva piani per offrire ETF spot su digital asset ai propri clienti.
Secondo quanto riferito da Bloomberg, la decisione di Vanguard di aprire ai fondi crypto è stata guidata dalla forte domanda proveniente sia da investitori retail che istituzionali. A partire dal 2 dicembre, gli ETF e i fondi comuni che detengono principalmente digital asset saranno disponibili per il trading sulla piattaforma del colosso finanziario.
“Gli ETF crypto e i fondi comuni hanno superato periodi di volatilità di mercato, funzionando come progettato e mantenendo la liquidità”, ha dichiarato Andrew Kadjeski, responsabile del brokeraggio e degli investimenti di Vanguard. “I processi amministrativi per gestire questo tipo di fondi sono maturati e le preferenze degli investitori continuano a evolversi”.
La scelta di Vanguard rappresenta un ulteriore esempio della crescente convergenza tra finanza tradizionale e asset digitali. Secondo Bloomberg, la piattaforma dell’azienda serve oltre 50 milioni di clienti che gestiscono più di $11.000 miliardi.
Gli ETF spot su criptovalute si sono diffusi gradualmente negli Stati Uniti: prima con l’approvazione da parte della SEC degli ETF spot su bitcoin nel gennaio 2024, seguiti sei mesi dopo dagli ETF spot su ether.
Eric Balchunas, analista senior ETF di Bloomberg, prevede il lancio di oltre 100 nuovi ETF crypto nei prossimi sei mesi. A ottobre, erano già state depositate oltre 150 richieste per prodotti negoziati in Borsa basati su criptovalute, che monitorano 35 diversi asset digitali.





