Il disegno di legge punta a introdurre dal 2028 una tassazione annuale sui guadagni non realizzati.
Secondo quanto riportato da Telegraaf, il Parlamento olandese si prepara a votare una riforma fiscale che potrebbe modificare il sistema di tassazione patrimoniale Box 3. La novità più controversa riguarderebbe l’introduzione di un’imposta annuale sulle plusvalenze non realizzate su asset come azioni, criptovalute e obbligazioni, oltre a redditi diretti come dividendi.
Il nuovo sistema è noto come Wet werkelijk rendement Box 3 e, se approvato, si prevede sarà pienamente attuato a partire dal 1° gennaio 2028. In questa struttura, le tasse saranno calcolate sia sulle variazioni di valore degli asset sia sui redditi percepiti annualmente. Di conseguenza, sia le plusvalenze realizzate sia quelle non realizzate saranno soggette a tassazione. L’aliquota proposta è del 36%.
Durante il dibattito tenutosi il 19 gennaio alla Tweede Kamer, la Camera bassa del Parlamento olandese, i parlamentari hanno sollevato oltre 130 quesiti al Segretario di Stato ad interim per la Fiscalità, Eugène Heijnen.
Con le nuove regole, la tassazione su bitcoin e altre criptovalute colpirebbe anche le plusvalenze “sulla carta”, vale a dire quelle che esistono solo virtualmente perché l’investitore non ha ancora venduto i propri asset.
Tale modalità di imposizione è considerata indesiderabile dalla maggioranza dei partiti presenti in Parlamento. Lo stesso Heijnen ha ammesso durante il dibattito che il governo di transizione preferirebbe tassare i rendimenti solo al momento dell’effettivo incasso, ma ha sottolineato che tale soluzione non sarebbe tecnicamente realizzabile entro il 2028.
Il nodo centrale della questione sarebbe di natura economica. Ritardare ulteriormente l’implementazione del nuovo sistema fiscale costerebbe all’erario olandese circa €2,3 miliardi all’anno. Questo dato ha convinto molti partiti ad appoggiare la riforma, seppur con riluttanza.
Tra i partiti favorevoli figurano VVD, CDA, JA21, BBB e PVV, che hanno espresso il loro sostegno principalmente per ragioni di bilancio. Anche D66 e GroenLinks-PvdA voteranno a favore, ma per motivazioni differenti: questi partiti sostengono in linea di principio la tassazione delle plusvalenze non realizzate, ritenendola più semplice da implementare e in grado di evitare perdite miliardarie per le casse dello Stato. Il parlamentare di GroenLinks-PvdA, Luc Stultiens, ha inoltre manifestato l’intenzione di tassare più pesantemente chi realizza guadagni patrimoniali più elevati.
Non mancano le voci critiche sulla complessità del nuovo sistema. Il parlamentare della ChristenUnie, Peter Grinwis, ha evidenziato come la nuova tassazione patrimoniale sarà altrettanto, se non più complicata, dell’attuale. “Ogni anno dichiariamo che il sistema dovrebbe essere più semplice, ma facciamo l’opposto”, ha affermato Grinwis durante il dibattito. “Tanta complessità, vogliamo davvero infliggere tutto questo al nostro Paese?”





