La direzione fiscale paraguaiana impone la comunicazione dettagliata di indirizzi, hash e dati delle transazioni in digital asset che superano la soglia annua.
La Direzione Nazionale delle Entrate Fiscali del Paraguay (DNIT) ha emesso la Risoluzione Generale n. 47/26, introducendo obblighi di comunicazione completi per le attività in bitcoin e altri asset digitali. La misura impone a residenti ed entità di dichiarare tutte le transazioni che superano i $5.000 annui, con effetto immediato dall’adozione della risoluzione.
Le piattaforme e gli amministratori soggetti alla normativa sono tenuti a trasmettere dati dettagliati che includono indirizzi, reti blockchain e hash delle transazioni. Devono inoltre essere comunicati data e ora di ogni operazione, importo e controvalore in dollari, commissioni pagate e informazioni sulla controparte. L’ambito di applicazione copre acquisto, vendita, scambio tra criptovalute, mining, staking, yield farming, airdrop, redditi da prestito, pagamenti e trasferimenti tra wallet.
La DNIT ha dichiarato: “La corretta identificazione e il monitoraggio rafforzeranno la supervisione e la conformità”. La risoluzione non introduce nuove imposte, ma aumenta la trasparenza a disposizione delle autorità fiscali. La misura si allinea alle raccomandazioni del Financial Action Task Force (FATF), che dal 2019 sollecita i Paesi ad applicare requisiti di segnalazione stringenti sugli asset digitali per prevenire il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo. Il Paraguay, in quanto membro del GAFILAT, ha recepito tali linee guida per migliorare il contrasto al riciclaggio e ridurre il livello di scrutinio internazionale.
La risoluzione si inserisce in un contesto di più ampia transizione normativa e finanziaria nel Paese. La Legge n. 7572/2025 sul Mercato dei Valori Mobiliari e dei Prodotti formalizza la supervisione degli asset tokenizzati, mentre la Superintendenza dei Valori Mobiliari (SIV) regola i token rappresentativi di diritti di proprietà o di credito. La competenza della DNIT riguarda invece tutte le transazioni in criptovalute, compresi gli asset digitali decentralizzati utilizzati come mezzo di scambio.
Il governo sta inoltre valutando di utilizzare attrezzatura da mining sequestrata per minare bitcoin e di sviluppare progetti di tokenizzazione nei settori dell’agribusiness e del mercato immobiliare. Tra gli obiettivi dichiarati figurano l’attrazione di investimenti esteri, la riduzione dei costi di intermediazione e l’introduzione di audit obbligatori per gli smart contract.





