Il governo liberale canadese ha presentato il Bill C-25 per vietare le donazioni in crypto a partiti, candidati e inserzionisti elettorali.
Il governo federale canadese ha introdotto il Bill C-25, denominato Strong and Free Elections Act, il 26 marzo 2026. Il provvedimento, presentato dal Leader della Camera Steven MacKinnon, propone il divieto di donazioni in criptovalute a partiti politici, candidati, associazioni di circoscrizione e terze parti impegnate in pubblicità elettorale. La legge accomuna le crypto ai vaglia postali e alle carte prepagate, classificandole come metodi di pagamento difficili da tracciare.
MacKinnon ha motivato il provvedimento affermando che “questi emendamenti prioritari mirati affrontano le raccomandazioni della commissione d’inchiesta pubblica sull’interferenza straniera nei processi elettorali federali e nelle istituzioni democratiche, nonché quelle del Chief Electoral Officer e del commissario per le elezioni canadesi”. Il Canada aveva autorizzato le donazioni in crypto nel 2019, inquadrandole come contributi non monetari, simili a beni materiali. Tuttavia, nessun grande partito federale le ha mai pubblicamente accettate, e nessuna donazione in crypto è stata dichiarata né nelle elezioni del 2021 né in quelle del 2025.
Il Chief Electoral Officer canadese, Stéphane Perrault, aveva inizialmente favorito una regolamentazione più stringente piuttosto che un divieto totale. In un rapporto post-elettorale del giugno 2022 aveva raccomandato che tutti i contributi in crypto fossero ricevuti e rendicontati indipendentemente dal valore, eliminando una disposizione che assegnava valore zero alle donazioni inferiori a 200 dollari canadesi da parte di venditori non professionali. Entro novembre 2024, la posizione era evoluta verso la richiesta di una proibizione completa, sulla base del fatto che la pseudonimia delle crypto rende l’identificazione dei contributori “fondamentalmente difficile”.
Il Bill C-25 è il secondo tentativo di introdurre questo divieto. Il predecessore, Bill C-65, conteneva disposizioni identiche ma è decaduto quando il Parlamento è stato prorogato nel gennaio 2025. Il nuovo testo ha completato la prima lettura e deve ancora affrontare ulteriori letture, revisione in commissione, approvazione del Senato e sanzione reale prima di diventare legge. Le sanzioni previste sono severe: i destinatari di donazioni in crypto in violazione del divieto avranno 30 giorni per restituire, distruggere o convertire i fondi e trasmetterli al Receiver General. Le penali amministrative potranno raggiungere il doppio del valore del contributo ricevuto.
Il provvedimento prevede anche un inasprimento generale delle multe massime: le sanzioni per i singoli passeranno da 1.500 a 25.000 dollari canadesi, mentre quelle per le organizzazioni saliranno da 5.000 a 100.000 dollari canadesi. La tempistica è significativa: il Canada ha presentato il Bill C-25 un solo giorno dopo che il primo ministro britannico Keir Starmer ha annunciato una moratoria sulle donazioni in crypto ai partiti politici nel Regno Unito, citando rischi legati alla finanza illecita e all’interferenza straniera. Una commissione parlamentare trasversale aveva sollecitato un divieto immediato a metà marzo, definendo le donazioni in crypto un “rischio inaccettabilmente elevato”.
Le mosse coordinate di Canada e Regno Unito evidenziano una divergenza crescente con gli Stati Uniti, dove la Federal Election Commission permette donazioni in crypto dal 2014 e i super PAC legati all’industria crypto sono diventati una forza determinante nella politica americana. Durante il ciclo elettorale del 2024, il settore crypto ha speso oltre 190 milioni di dollari, attraverso veicoli come Fairshake, diventato il più grande super PAC del ciclo con oltre 200 milioni di dollari raccolti. Negli USA non esiste alcun divieto federale sulle donazioni in criptovaluta, sebbene diversi stati abbiano introdotto restrizioni a livello locale.





