La legislazione chiave per le criptovalute negli USA affronta un calendario sempre più stretto, ma un’azione in commissione a maggio potrebbe tenerla in vita.
Il Clarity Act, il disegno di legge che stabilirebbe un quadro regolatorio per le criptovalute negli Stati Uniti, resta in bilico ma non è ancora fuori gioco. Secondo fonti vicine alle trattative e un funzionario del Senato, aprile appare ormai un mese perduto per il provvedimento, ma un’udienza in commissione al Senato nel corso di maggio potrebbe mantenere in vita la legislazione, a patto che si arrivi a un voto finale entro luglio.
Il principale ostacolo al momento riguarda il senatore repubblicano Thom Tillis, che sta continuando a negoziare con i rappresentanti del settore bancario sulle preoccupazioni legate ai programmi di rendimento sulle stablecoin. Un funzionario del Senato ha dichiarato a CoinDesk che un ulteriore ritardo di un paio di settimane per consentire a Tillis di concludere queste discussioni non spingerebbe ancora il lavoro oltre il punto di non ritorno. Lo stesso funzionario ha precisato che le trattative precedenti sulle protezioni per la finanza decentralizzata (DeFi) sono di fatto chiuse, rimuovendo uno degli impedimenti principali all’approvazione in commissione.
Il calendario legislativo lascia pochissimo margine: il Senato abbandonerà sostanzialmente Washington ad agosto per entrare in modalità elettorale fino alle elezioni di medio termine di novembre. Prima di allora, l’aula ha circa una dozzina di settimane di lavoro previste a Washington, con priorità concorrenti che includono la battaglia sul finanziamento del Dipartimento per la Sicurezza Interna, i contrasti sulla guerra con l’Iran, il dibattito sull’identificazione degli elettori e la nomina di Kevin Warsh alla guida della Federal Reserve. Se il disegno di legge ottenesse il via libera dalla Commissione Bancaria del Senato, il testo dovrebbe essere unificato con la versione già approvata dalla Commissione Agricoltura del Senato, e questa fase di fusione è esattamente il cuscinetto temporale che i ritardi attuali stanno erodendo.
Le probabilità di approvazione nel 2026 vengono stimate attorno al 50-50, e forse meno, secondo una nota di ricerca che la società di investimento Galaxy si prepara a pubblicare questa settimana. “L’incertezza non deriva da un singolo problema, ma dal numero enorme di questioni irrisolte che devono essere definite in sequenza sotto una pressione temporale severa”, si legge nella nota. Galaxy aveva già in precedenza evidenziato rischi specifici legati al testo del provvedimento. Un singolo ulteriore scontro tra i negoziatori potrebbe rivelarsi fatale, sebbene il periodo post-elezioni offra una finestra residuale di basse probabilità: la sessione “lame duck” a fine anno potrebbe rappresentare un ultimo tentativo.





