La commissione ECON ha dato il via libera al framework della CBDC europea, aprendo la strada ai negoziati finali per il lancio entro il 2029.
Il Parlamento Europeo ha compiuto un passo decisivo verso l’introduzione dell’euro digitale. Martedì 23 giugno 2026, la commissione per gli Affari Economici e Monetari (ECON) ha approvato il quadro legale per la valuta digitale della Banca Centrale Europea, ordinando contestualmente l’avvio immediato dei negoziati finali di “trilogo” tra gli Stati membri dell’UE e il Parlamento per definire la legge definitiva.
Il voto chiude tre anni di discussioni tra le banche centrali e gli istituti di credito commerciali, preoccupati per la possibile perdita di entrate sui depositi. Le banche commerciali hanno ottenuto che vengano inseriti nel testo limiti rigorosi sulla quantità di euro digitali che i cittadini possono detenere in un portafoglio digitale, per evitare una fuga di massa di liquidità dai conti tradizionali in caso di crisi.
“Rafforzare la resilienza dei pagamenti in Europa è diventata una necessità geopolitica”, ha dichiarato Markus Ferber, membro di spicco della commissione ECON. “In un mondo segnato da tensioni geopolitiche, non possiamo più accettare che i pagamenti digitali dipendano in larga misura dalla buona volontà di pochi provider stranieri”, ha aggiunto. Come già riportato da Atlas21, Lagarde spinge da tempo sull’euro digitale come contraltare alle stablecoin in dollari, e il voto di martedì rappresenta la prima vera vittoria istituzionale concreta di questa strategia.
Il voto in Europa arriva a poche ore dalla decisione opposta degli Stati Uniti: il Senato americano ha approvato un disegno di legge che prevede un divieto di quattro anni sulla CBDC federale, ora in attesa del voto alla Camera dei Rappresentanti e poi della firma del presidente Trump. La fase pilota della BCE durerà 12 mesi e utilizzerà una versione beta per testare l’infrastruttura in scenari reali con una selezione di commercianti e fornitori di servizi di pagamento. “L’euro deve funzionare in tasca e sul telefono”, ha concluso Ferber.





