Il protocollo Spark porta i depositi self-custodial su Lightning Network in Polymarket, segnando un’integrazione concreta del layer 2 Bitcoin nei mercati predittivi.
Polymarket ha attivato i depositi in Bitcoin tramite Lightning Network, utilizzando l’infrastruttura del protocollo Spark. Lo ha comunicato Spark con un post su X.
L’integrazione segue un passaggio già avvenuto nell’ottobre 2025, quando Polymarket aveva abilitato i depositi Bitcoin on-chain. Quel metodo richiedeva da tre a sei conferme on-chain, una finestra compresa tra dieci e sessanta minuti prima che la piattaforma accreditasse i fondi. Il deposito minimo era più alto, in ragione dei costi di bridging: per un utente che vuole aprire una posizione su un mercato in corso, sia l’attesa sia il costo rappresentano una frizione reale.
Spark risolve entrambi i problemi tramite un meccanismo chiamato zero-conf: il protocollo valida la transazione nel momento in cui viene trasmessa alla rete, verificando il rischio di doppia spesa, l’adeguatezza della commissione e i flag di replace-by-fee. Il deposito viene accreditato in meno di un secondo, e il rischio di conferma viene assorbito dal protocollo stesso. Polymarket non deve gestire soglie di conferma né operare nodi Lightning propri: un singolo SDK di Spark gestisce insieme i rail on-chain, Lightning e stablecoin.
Il tratto che distingue questa integrazione da una semplice ottimizzazione tecnica è la natura self-custodial dei depositi. Ogni wallet è legato alle chiavi dell’utente: il protocollo, non Polymarket, porta il carico operativo, e l’utente mantiene il controllo dei fondi fino al momento della transazione. Sul medesimo stack stanno costruendo wallet provider come Breez, Xverse e Cake; il CEO di Tether, Paolo Ardoino, ha descritto Spark come una via verso Bitcoin programmabile su Lightning.





