Martin Habovštiak ha dimostrato che è possibile archiviare un’immagine TIFF da 66 kilobyte sulla timechain Bitcoin come singola transazione, senza usare gli opcode che BIP-110 mira a limitare.
Il developer slovacco Martin Habovštiak, manutentore della libreria Rust Bitcoin, ha pubblicato il 28 febbraio una prova tecnica che incorpora un’immagine TIFF da 66 kilobyte direttamente sulla timechain di Bitcoin come singola transazione contigua. La dimostrazione mette in discussione alcune delle affermazioni dei sostenitori di BIP-110, la proposta di soft fork temporaneo che mirerebbe a limitare l’archiviazione arbitraria di dati sulla rete.
La transazione è pubblicamente verificabile e può essere decodificata dal formato hex grezzo in un file TIFF valido, visualizzabile con qualsiasi software standard per immagini. Il contenuto dell’immagine raffigura Luke Dashjr, sviluppatore di Bitcoin Knots e principale sostenitore di BIP-110, in lacrime. Habovštiak ha annunciato il progetto su X, allegando una guida con istruzioni passo dopo passo per la verifica indipendente tramite qualsiasi full-node Bitcoin.
L’elemento tecnico più rilevante della dimostrazione riguarda ciò che la transazione non contiene: nessun opcode OP_RETURN, nessun utilizzo di Taproot (la transazione si basa su SegWit v0), e nessuna istruzione OP_IF. Questi sono esattamente i vettori principali che BIP-110 punta a limitare. L’assenza di tutti questi elementi, secondo Habovštiak, dimostra che le restrizioni proposte possono essere aggirate senza ricorrere ad alcuno di essi.
BIP-110, originariamente introdotto come BIP-444 nell’ottobre 2025, propone un soft fork temporaneo della durata di un anno. La proposta prevede un limite di 83 byte per gli output OP_RETURN, un massimo di 256 byte per i singoli data push, e restrizioni ad altre funzionalità di scripting che consentono l’archiviazione di grandi quantità di dati. La proposta è stata introdotta dopo che il rilascio di Bitcoin Core v30 aveva di fatto rimosso i limiti precedenti sugli output OP_RETURN. Secondo i dati di The Bitcoin Portal, l’8,8% dei nodi della rete supporta già BIP-110, implementato esclusivamente tramite Bitcoin Knots, il cui numero di nodi è cresciuto di circa dieci volte dall’inizio del 2025.
Habovštiak ha anche prodotto una versione della transazione conforme a BIP-110, testata sull’ambiente regtest di Bitcoin Knots. La versione conforme risulterebbe più grande dell’originale, argomento che il developer utilizza per sostenere che le restrizioni di BIP-110 aumenterebbero di fatto la quantità totale di dati archiviati sulla timechain, anziché ridurla. Luke Dashjr ha contestato la caratterizzazione della transazione come “contigua”, scrivendo su X: “Il suo spam non è e non contiene immagini contigue”.
Habovštiak ha dichiarato che il progetto è stato un’iniziativa una tantum e che non pubblicherà il codice sorgente, con l’obiettivo esplicito di non favorire una nuova ondata di attività simili agli NFT su Bitcoin. Il developer si è descritto come un oppositore dello spam sulla timechain, ma ha motivato la dimostrazione con la necessità di confutare affermazioni che ritiene false: “C’è qualcosa che odio molto più dello spam: le falsità. Ho cercato di argomentare in passato, ho mostrato un’immagine contigua codificata per rientrare nel witness, eppure i sostenitori di Knots continuano a ripetere le stesse cose”.





