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Bitmain sotto inchiesta negli USA: rischi per la sicurezza nazionale legati ai miner

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Novembre 25, 2025
in Bitcoin
bitmain
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Il Dipartimento della Sicurezza Interna indaga sul gigante cinese dei miner per possibili minacce alla rete elettrica e spionaggio.

Il colosso cinese Bitmain, principale fornitore mondiale di apparecchiature per il mining di Bitcoin, è stato oggetto di un’indagine durata diversi mesi da parte delle autorità statunitensi. L’inchiesta, denominata “Operazione Red Sunset” e condotta dal Dipartimento della Sicurezza Interna (Department of Homeland Security), ha esaminato se i dispositivi di mining prodotti dall’azienda di Pechino potessero rappresentare una minaccia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti.

Secondo quanto riportato da Bloomberg, citando un funzionario statunitense e altre sei persone a conoscenza dell’indagine, le autorità hanno valutato se le macchine di Bitmain potessero essere manipolate da remoto per attività di spionaggio o utilizzate per compromettere la rete elettrica americana.

Le preoccupazioni relative alle operazioni di mining controllate da entità cinesi si sono intensificate dopo che un’inchiesta del New York Times ha rivelato la presenza di diverse strutture collegate al Partito Comunista Cinese nelle vicinanze di infrastrutture critiche statunitensi. Tra queste, un impianto situato accanto a un data center Microsoft che supporta il Pentagono e un altro nelle vicinanze di una base missilistica nucleare dell’Aeronautica Militare a Cheyenne, Wyoming. Molti di questi siti utilizzavano proprio dispositivi prodotti da Bitmain.

La questione è riemersa a luglio, quando un rapporto della Commissione Intelligence del Senato ha evidenziato che i dispositivi dell’azienda potrebbero essere manipolati dalla Cina e presenterebbero “diverse vulnerabilità preoccupanti” per gli Stati Uniti.

L’indagine ha incluso ispezioni approfondite di chip e firmware dei dispositivi Bitmain fermati nei porti statunitensi. Le verifiche si sono svolte parallelamente a discussioni strategiche presso il Consiglio di Sicurezza Nazionale della Casa Bianca, iniziate durante l’amministrazione Biden e proseguite nei primi mesi della presidenza Trump. Gli investigatori avrebbero inoltre esaminato possibili violazioni relative a tariffe doganali e tasse di importazione.

Le autorità non hanno rivelato i risultati dell’inchiesta e lo stato attuale dell’indagine rimane incerto. Un portavoce del Dipartimento della Sicurezza Interna ha dichiarato a Bloomberg che l’ente “non commenta indagini aperte e in corso”.

Bitmain ha risposto con fermezza alle accuse, dichiarando a Bloomberg di rispettare “rigorosamente le leggi e i regolamenti degli Stati Uniti” e di non aver “mai intrapreso attività che rappresentassero rischi per la sicurezza nazionale americana”. L’azienda ha definito “categoricamente false” le affermazioni secondo cui potrebbe controllare da remoto i propri dispositivi.

La società ha inoltre dichiarato di non essere a conoscenza di alcuna indagine denominata Operazione Red Sunset o di inchieste relative a tariffe o dazi doganali. Bitmain ha attribuito i precedenti sequestri di apparecchiature a normali controlli della Federal Communications Commission, affermando che “non è stato riscontrato nulla di anomalo”. L’azienda ha anche respinto i suggerimenti di collegamenti con il governo cinese sollevati nel rapporto del Senato.

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