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Euro digitale: a che punto è la CBDC europea

Federico Rivi by Federico Rivi
Giugno 10, 2026
in Learn
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TL;DR. L’euro digitale è la valuta digitale di banca centrale (CBDC) che la BCE intende emettere entro il 2029. Il 30 ottobre 2025 il Consiglio direttivo BCE ha chiuso la fase di preparazione e avviato quella successiva; il 19 dicembre 2025 il Consiglio dell’UE ha adottato la sua posizione sul regolamento; il 10 febbraio 2026 il Parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza due emendamenti che definiscono la CBDC “essenziale per la sovranità monetaria europea”. Il voto della commissione ECON sul regolamento è fissato al 23 giugno 2026, quello in plenaria è atteso a inizio luglio. Il progetto prevede un limite di detenzione individuale (la BCE indica fino a 3.000 euro), tracciabilità delle transazioni online e una sperimentazione pilota dal 2027.

Cos’è l’euro digitale?

L’euro digitale è una central bank digital currency (CBDC): una forma digitale di moneta emessa direttamente dalla Banca centrale europea, con corso legale in tutta l’eurozona. A differenza del saldo sul conto corrente, che è una passività della banca commerciale, l’euro digitale sarebbe una passività diretta della BCE, come una banconota.

La proposta legislativa è stata presentata dalla Commissione europea il 28 giugno 2023 (COM/2023/369) all’interno del “single currency package”, che comprende anche un regolamento a tutela del corso legale del contante. Da allora il progetto ha percorso due binari paralleli: quello tecnico, gestito dalla BCE, e quello legislativo, che coinvolge Consiglio dell’UE e Parlamento europeo secondo la procedura legislativa ordinaria.

A che punto è il progetto a giugno 2026?

Il quadro aggiornato, in ordine cronologico:

  • Novembre 2023 – ottobre 2025: fase di preparazione BCE. Si è chiusa il 30 ottobre 2025, quando il Consiglio direttivo ha deciso di passare alla fase successiva del progetto.
  • 19 dicembre 2025: il Consiglio dell’UE adotta la propria posizione negoziale sul regolamento. I governi nazionali, in sostanza, hanno già dato il via libera politico.
  • 9 febbraio 2026: Christine Lagarde, davanti al Parlamento europeo riunito a Strasburgo, invita i legislatori a compiere “progressi decisivi” verso l’adozione del regolamento e, sul fronte privacy, assicura che la banca centrale, per come il sistema è progettato, “non avrà accesso ai dati personali”.
  • 10 febbraio 2026: il Parlamento europeo approva due emendamenti alla risoluzione sulla relazione annuale BCE. L’emendamento 41 definisce la CBDC “essenziale per rafforzare la sovranità monetaria dell’UE”; l’emendamento 40 sancisce il principio di accesso universale ai pagamenti digitali, con funzionalità online e offline. Entrambi passano con ampie maggioranze trasversali; la risoluzione nel suo complesso è adottata con 443 voti a favore, 71 contrari e 117 astensioni.
  • 23 giugno 2026: voto della commissione ECON del Parlamento sul rapporto del relatore Fernando Navarrete (PPE), dopo che i negoziatori dei gruppi hanno raggiunto un compromesso sulle disposizioni principali, incluse le funzionalità online e offline.
  • Inizio luglio 2026: il voto in plenaria, inizialmente atteso a giugno, è stato posticipato; la finestra indicata è tra il 6 e il 9 luglio.

Un chiarimento importante, perché su questo punto la stampa generalista ha fatto confusione: il voto del 10 febbraio non ha istituito l’euro digitale. Era un atto di indirizzo politico, non una legge. La legge vera è il regolamento, che dopo il voto del Parlamento dovrà passare per il trilogo (il negoziato tra Parlamento, Consiglio e Commissione) per arrivare al testo finale, presumibilmente tra fine 2026 e inizio 2027. Il voto di febbraio ha però mostrato i rapporti di forza: sugli emendamenti dedicati all’euro digitale, circa due terzi dei voti espressi sono andati a sostegno del progetto.

Quando arriverà l’euro digitale?

La timeline operativa, dichiarata dalla BCE e confermata da Piero Cipollone, membro del comitato esecutivo responsabile del progetto: se la legislazione sarà adottata entro fine 2026, la fase pilota di sperimentazione partirà nel 2027 (il rapporto conclusivo della fase di preparazione indica metà 2027 per l’avvio di un pilot di 12 mesi con transazioni reali), con prima emissione possibile nel 2029.

Quanto ai costi, le stime pubblicate dalla BCE nel rapporto conclusivo della fase di preparazione (ottobre 2025) indicano circa 1,3 miliardi di euro di costi di sviluppo fino alla prima emissione, circa 320 milioni l’anno di costi operativi dal 2029 e un investimento tra 4 e 5,8 miliardi richiesto al sistema bancario per l’integrazione.

Come funzionerà: i quattro pilastri del regolamento

Corso legale e accettazione obbligatoria

L’euro digitale avrà status di corso legale nei 20 paesi dell’eurozona. I commercianti saranno tenuti ad accettarlo, con un’eccezione per le micro-imprese (meno di 10 dipendenti e meno di 2 milioni di fatturato) che non accettano già pagamenti digitali. Tradotto: chi ha un POS dovrà accettare anche l’euro digitale.

Distribuzione tramite banche

La BCE non aprirà conti ai cittadini. L’euro digitale sarà distribuito dai payment service provider, cioè banche commerciali e istituti di pagamento, obbligati per legge a offrire gratuitamente i servizi di base. Per chi non ha un conto bancario è previsto un fornitore universale designato da ciascuno Stato.

Limite di detenzione e meccanismo a cascata

Ogni cittadino potrà detenere solo un importo massimo di euro digitali. La cifra definitiva non è ancora fissata: la BCE, in una lettera alla commissione ECON, ha indicato che fino a 3.000 euro non ci sono rischi per la stabilità finanziaria, e la posizione del Consiglio del dicembre 2025 prevede che il tetto sia una decisione politica, rivista periodicamente. Il meccanismo “waterfall” trasferirà automaticamente sul conto bancario collegato ogni importo eccedente; il “reverse waterfall” attingerà dal conto quando il saldo del wallet non basta.

La motivazione ufficiale del limite è la stabilità finanziaria: senza tetto, in una crisi bancaria i depositi migrerebbero in massa verso la moneta di banca centrale, priva di rischio di default, accelerando le corse agli sportelli. È un punto su cui la valutazione di Atlas21 diverge dalla narrazione prevalente: il limite protegge il sistema bancario commerciale, non il cittadino, e rende l’euro digitale strutturalmente dipendente da un conto bancario tradizionale.

Privacy: online tracciato, offline con limiti

Il regolamento prevede due modalità. Online: ogni transazione è visibile al payment service provider, con dati trasmessi alla BCE in forma pseudonimizzata e normativa antiriciclaggio standard. Offline: pagamenti tra dispositivi vicini senza connessione, con privacy paragonata al contante; il compromesso raggiunto in Parlamento a giugno 2026 limita però i pagamenti offline, almeno inizialmente, alle transazioni locali tra privati o presso un terminale fisico.

Anche qui, fatti e valutazioni vanno distinti. Il fatto: il testo vieta esplicitamente la moneta programmabile (niente scadenze, niente restrizioni merceologiche o geografiche) e la BCE assicura di non avere accesso ai dati personali. La valutazione: la pseudonimizzazione non è anonimato, i dati offline vengono sincronizzati quando il dispositivo torna online e il divieto di programmabilità è una scelta legislativa, reversibile da un futuro regolamento. L’infrastruttura tecnica, una volta costruita, consente ciò che il testo del 2026 oggi vieta.

Perché la BCE lo vuole?

L’argomento ufficiale, ripetuto da Lagarde e dalla Commissione, è la sovranità: oggi i pagamenti digitali europei passano in larga parte da circuiti extra-UE (Visa, Mastercard, PayPal, Apple Pay) e l’euro digitale ridurrebbe questa dipendenza. È un problema reale. La risposta scelta, però, è una infrastruttura pubblica centralizzata gestita dall’istituzione che al tempo stesso emette, regola e vigila, mentre esistono alternative private europee (Wero, SEPA Instant) che affrontano lo stesso problema senza accentrare dati e poteri nella banca centrale.

Come si confronta con gli altri modelli di moneta digitale?

Il contesto internazionale aiuta a inquadrare la scelta europea. Gli Stati Uniti hanno preso la direzione opposta sul piano formale: l’executive order firmato da Trump a gennaio 2025 vieta alla Federal Reserve di sviluppare una CBDC retail, mentre il GENIUS Act, firmato il 18 luglio 2025, regola le stablecoin private in dollari (USDT di Tether, USDC di Circle), imponendo riserve al 100% in dollari o titoli di Stato a breve. Il dollaro digitale esiste, ma lo emettono società private regolate, che collaborano con le autorità e possono congelare fondi.

La Cina ha lanciato lo yuan digitale (e-CNY) nel 2020: è la CBDC più longeva al mondo, ma l’adozione interna resta marginale rispetto ad Alipay e WeChat Pay, e Pechino ha progressivamente delegato l’operatività alle banche commerciali.

La lettura di Atlas21, dichiaratamente una valutazione: i tre modelli convergono verso lo stesso esito funzionale, una moneta digitale tracciabile e congelabile, e il modello europeo è il più centralizzato dei tre, perché affida emissione, regole e vigilanza a un’unica istituzione non eletta. Su questo terreno bitcoin resta l’unica architettura monetaria che opera senza autorizzazioni e senza un punto centrale in grado di bloccare le transazioni.

FAQ

L’euro digitale è già stato approvato?
No. Il 10 febbraio 2026 il Parlamento ha approvato emendamenti di indirizzo, non vincolanti. Il regolamento vero passa dal voto in commissione ECON (23 giugno 2026), dalla plenaria (attesa a inizio luglio) e poi dal trilogo con il Consiglio.

Quando potrò usare l’euro digitale?
Secondo la timeline BCE: pilota dal 2027, prima emissione possibile nel 2029, se la legislazione sarà adottata entro fine 2026.

L’euro digitale sostituirà il contante?
No, per legge. Il pacchetto legislativo include un regolamento che tutela il corso legale del contante. Resta aperta la questione di lungo periodo: la rilevanza del contante dipenderà dall’uso effettivo, non dalle garanzie scritte.

Quanti euro digitali potrò detenere?
Il limite non è ancora fissato. La BCE ha indicato che fino a 3.000 euro per persona non ci sono rischi per la stabilità finanziaria; la decisione finale sarà politica e rivista nel tempo.

Le mie transazioni in euro digitale saranno private?
Le transazioni online saranno visibili al fornitore del servizio di pagamento e trasmesse alla BCE in forma pseudonimizzata, con regole antiriciclaggio standard. La modalità offline offre maggiore riservatezza ma con limiti di importo e di contesto, e i dati vengono sincronizzati al ritorno online.

Che differenza c’è tra euro digitale e bitcoin?
L’euro digitale è emesso e governato da una banca centrale, richiede identificazione, ha limiti di detenzione e transazioni autorizzate da intermediari. Bitcoin è una rete aperta senza emittente centrale: nessuno può impedire una transazione o congelare un saldo, e l’offerta è fissa a 21 milioni.

Fonti

  • BCE, comunicato 30 ottobre 2025, passaggio alla fase successiva: https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2025/html/ecb.pr251030~8c5b5beef0.it.html
  • BCE, rapporto conclusivo della fase di preparazione (costi e pilot): https://www.ecb.europa.eu/euro/digital_euro/progress/html/ecb.deprp202510.en.html
  • BCE, intervento di Lagarde alla plenaria del Parlamento europeo, 9 febbraio 2026: https://www.ecb.europa.eu/press/key/date/2026/html/ecb.sp260209_1~f0653b48af.en.html
  • Ledger Insights, esiti dei voti del 10 febbraio 2026 (con risultati corretti): https://www.ledgerinsights.com/digital-euro-wins-420-158-backing-in-eu-parliament-straw-poll-as-right-divides/
  • Parlamento europeo, legislative train, digital euro: https://www.europarl.europa.eu/legislative-train/theme-an-economy-that-works-for-people/file-digital-euro
  • Agence Europe, ECON committee vote end of June: https://agenceurope.eu/en/bulletin/article/13882/24/european-parliaments-negotiations-on-digital-euro-pave-way-for-end-of-june-committee-vote
  • MLex, digital euro vote postponed: https://www.mlex.com/mlex/articles/2467870/digital-euro-vote-in-european-parliament-postponed-to-june
  • Bloomberg, European Parliament approves online and offline digital euro proposal (10 febbraio 2026): https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-02-10/european-parliament-backs-online-and-offline-digital-euro
  • Digital Euro Association, legislative progress: https://digital-euro-association.de/blog/digital-euro-legislative-progress-parliament-signals-support-for-a-dual-digital-euro
  • Euronews, EU Parliament unblocks key political hurdle: https://www.euronews.com/my-europe/2026/03/27/eu-parliament-unblocks-key-political-hurdle-in-digital-euro-negotiations
  • heise online, EU Parliament compromise reached for digital euro: https://www.heise.de/en/news/EU-Parliament-Compromise-reached-for-digital-euro-11320315.html
  • ANSA, Cipollone: sperimentazione nel 2027 e lancio nel 2029: https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2025/12/13/cipollone-sperimentazione-euro-digitale-nel-2027-e-lancio-nel-2029_4917b015-8d5a-48da-a297-0697fe174fcb.html
  • Commissione europea, proposta COM/2023/369: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:52023PC0369
  • Digital euro, Wikipedia (per cronologia generale): https://en.wikipedia.org/wiki/Digital_euro
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