Un errore di battitura in una bounty di Pump.fun ha trasformato un tatuaggio sulla fronte in una shitcoin da oltre 600.000 dollari di capitalizzazione.
Un utente noto su X come Arivu ha eseguito una bounty di Pump.fun GO tatuandosi sulla fronte il ticker “$boutywork”, una versione errata di “$bountywork”, seguendo alla lettera le istruzioni della ricompensa. L’episodio, avvenuto la scorsa settimana, ha innescato una catena di eventi che ha trasformato un refuso in una shitcoin.
Il refuso è diventato immediatamente materia di mercato. Un token Solana con ticker BOUTYWORK ha iniziato a essere scambiato su PumpSwap, raggiungendo una capitalizzazione di oltre 600.000 dollari poco dopo il lancio. In 24 ore il token ha registrato più di 3,5 milioni di dollari di volume, ha attirato 2.630 acquirenti e accumulato circa 43.000 dollari di liquidità. Arivu ha in seguito dichiarato di aver ricevuto 20.000 dollari, non dalla bounty originale, ma dalle commissioni di trading del token lanciato da altri utenti in seguito alla vicenda.
Pump.fun GO, annunciato la settimana scorsa, permette agli utenti di creare e completare bounty per qualsiasi tipo di attività. La piattaforma l’ha presentato come un modo per “pagare chiunque per fare qualsiasi cosa”, una formula che suona come intrattenimento solo fino a quando i compiti non diventano più problematici, come le modifiche corporee permanenti. Il caso di Arivu ha generato critiche immediate: un utente su X ha affermato di aver parlato con il negozio di tatuaggi e sostenuto che la persona potrebbe essere stata sfruttata da qualcuno interessato a trarre profitto dal rally del token.
Le bounty analizzate da CoinDesk mostrano uno spettro ampio di richieste. Alcune sono sfide goliardiche, come mangiare un’anguria in meno di 60 secondi per un premio di circa 93 dollari. Altre sono più discutibili: una offriva circa 663 dollari per recarsi a Skid Row, il quartiere di Los Angeles con una delle più grandi popolazioni senza fissa dimora degli Stati Uniti, e intervistare due persone in difficoltà davanti alla telecamera. Una bounty chiedeva di bere un’intera bottiglia di alcolici promuovendo un token, con video che mostrano utenti che sembrano svuotare bottiglie in circa un minuto. Un’altra offriva circa 266 dollari per radersi la testa urlando “Jobcoin”.
Pump.fun GO trasforma l’attenzione in una bounty, la bounty in contenuto e il contenuto in una operazione di trading. Chi esegue lo stunt riceve una piccola somma, mentre chi lancia il token attorno all’evento può catturare profitti ben maggiori se il mercato risponde.
Pump.fun ha precisato di non avere alcun ruolo nella tipologia di contenuti che gli utenti scelgono di creare e di disporre di un team di moderazione attivo che rimuove contenuti pericolosi o malevoli. Non è la prima volta che Pump.fun si trova al centro di controversie legate a comportamenti estremi in livestreaming, inclusi in passato episodi con trasmissioni di contenuti autolesionistici e minacce.





