In un report di 32 pagine inviato al Congresso, il Dipartimento del Tesoro ammette che i mixer possono servire scopi legittimi di privacy finanziaria.
Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha riconosciuto in un report di 32 pagine presentato al Congresso che i mixer di digital asset possono avere usi legittimi per la privacy finanziaria. Si tratta di un cambio di posizione da parte della stessa agenzia che nel 2022 aveva sanzionato Tornado Cash e nel 2023 aveva classificato i mixer internazionali come hub per il riciclaggio di denaro.
Il documento afferma esplicitamente che “gli utenti legittimi di asset digitali possono utilizzare i mixer per garantire la privacy finanziaria nelle transazioni su blockchain pubbliche”, aggiungendo che le persone possono ricorrere a tali strumenti per proteggere informazioni sensibili relative al patrimonio personale, ai pagamenti aziendali o alle donazioni benefiche. Il report è stato prodotto in conformità alla Sezione 9 del GENIUS Act, firmato nel luglio 2025, che richiedeva al Tesoro di presentare i propri risultati entro 180 giorni. La scadenza era fissata al 14 gennaio; il documento è datato marzo 2026, con circa sette settimane di ritardo. Il Tesoro ha esaminato oltre 220 commenti pubblici nella preparazione del report.
Nonostante il riconoscimento degli usi leciti, il documento sottolinea che l’impiego criminale dei mixer rimane una preoccupazione prioritaria. Secondo i dati del Tesoro, i cybercriminali nordcoreani hanno sottratto almeno $2,8 miliardi in asset digitali tra gennaio 2024 e settembre 2025, includendo l’hack da $1,5 miliardi ai danni di Bybit, ricorrendo sistematicamente ai mixer come parte di catene di riciclaggio articolate in più fasi. Il report rivela inoltre che dal maggio 2020 oltre $1,6 miliardi in depositi provenienti da servizi di mixing sono confluiti in bridge cross-chain. Di questi, oltre $900 milioni si sono concentrati in un singolo bridge che, secondo il documento, “ha affrontato critiche per non essere intervenuto negli swap” effettuati da attori collegati alla Corea del Nord.
Tra i dati del report figura un’analisi sulla relazione tra mixing, stablecoin e bridge cross-chain. Dal maggio 2020, più di $37,4 miliardi in prelievi da oltre 50 bridge sono stati denominati nelle due principali stablecoin per capitalizzazione di mercato. Il documento osserva che il deposito diretto di stablecoin nei mixer a fini illeciti “sembra essere basso”, ma evidenzia che gli attori illeciti comunemente convogliano altri asset digitali attraverso un mixer, per poi convertire l’output in stablecoin al fine di interrompere la tracciabilità prima della conversione in valuta fiat.
Il report distingue tra mixer custodial e non-custodial. I mixer custodial sono già tenuti a registrarsi presso il FinCEN come money services business e, quando conformi, “potrebbero fornire informazioni uniche quali le identità dei clienti, dati off-chain sulle transazioni e modelli comportamentali”. Il documento non raccomanda nuove restrizioni sui mixer non-custodial e non finalizza né avalla la proposta di regolamentazione del FinCEN del 2023 sui requisiti di registrazione per i mixer, rinviando invece al report del Presidential Working Group del luglio 2025.
Sul piano legislativo, il Tesoro chiede al Congresso di adottare una legge specifica per gli asset digitali, denominata “hold law”, che garantisca un porto sicuro normativo agli istituti finanziari per congelare temporaneamente asset sospetti durante una breve indagine, definendola “particolarmente utile per contrastare la finanza illecita che coinvolge stablecoin di pagamento autorizzate”. In materia di DeFi, il report raccomanda al Congresso di specificare quali attori debbano essere soggetti agli obblighi AML/CFT in base ai loro ruoli e ai rischi connessi. Il Tesoro propone inoltre l’introduzione di una “sesta misura speciale” alla Sezione 311 del PATRIOT Act, che autorizzerebbe il Tesoro a vietare o imporre condizioni su determinati trasferimenti di asset digitali non collegati a una relazione di corrispondenza bancaria.





