Secondo una ricerca di River, gli istituti bancari americani hanno generato circa $1.670 per adulto attraverso i differenziali sui depositi.
Nel 2025 le banche americane hanno generato circa $434 miliardi di reddito netto da interessi, equivalenti a circa $1.670 per ogni adulto statunitense. È quanto emerge da una ricerca di River, che mette in luce uno dei meccanismi più consolidati del sistema finanziario tradizionale: gli istituti raccolgono i depositi dei clienti, li investono o li prestano a tassi più elevati, e restituiscono ai depositanti solo una frazione minima del rendimento ottenuto.
Il risultato è un divario strutturale che colpisce direttamente i risparmiatori. Con la maggior parte dei conti di risparmio che offrono tassi prossimi allo zero, e con l’inflazione rimasta persistentemente al di sopra del target del 2% stabilito dalla Federal Reserve, il potere d’acquisto dei depositi si erode anno dopo anno. Chi riceve uno 0,1% di interessi mentre l’inflazione corre a ritmi superiori sta perdendo ricchezza reale, in modo silenzioso e sistematico.
Non è però solo il sistema bancario tradizionale a finire sotto accusa. Secondo Alex Leishman, Ceo di River, anche il settore fintech – nato dopo la crisi del 2008 con la promessa di democratizzare la finanza – ha tradito la sua missione originaria. Piattaforme come Robinhood, Coinbase e Cash App hanno abbassato le barriere d’ingresso per milioni di utenti, ma nel tempo hanno spostato il focus dalla democratizzazione alla monetizzazione del comportamento degli utenti.
Per River, il fenomeno più preoccupante è la convergenza tra finanza, gaming e azzardo. Le piattaforme di investimento promuovono oggi memecoin, derivati con leva e funzionalità simili alle scommesse sportive. I dati mostrano che la maggior parte dei trader retail perde denaro negli ambienti ad alta frequenza, che il trading su futures vede la stragrande maggioranza degli utenti sottoperformare, e che nelle giurisdizioni dove le scommesse sportive si sono espanse, i tassi di bancarotta personale sono cresciuti negli anni successivi. Notifiche push, streak e funzionalità social spingono verso comportamenti di breve termine, rendendo difficile distinguere tra investimento e intrattenimento.
Bitcoin, secondo l’analisi di Leishman, si posiziona al di fuori di tale schema. Non promette rendimenti, non dipende dall’engagement degli utenti per sostenersi e offre una proposta di valore più rigida: offerta fissa, rete decentralizzata e possibilità di autocustodia senza intermediari. Nonostante oltre un decennio di crescita, meno di un quinto degli adulti americani possiede bitcoin.





