L’imprenditore e investitore raggiunge un’intesa con le autorità federali per risolvere la controversia tributaria su bitcoin.
A meno di una settimana dalle prime indiscrezioni su un possibile accordo tra Roger Ver e il governo statunitense, la vicenda giudiziaria sembra avviarsi verso la conclusione.
Un tribunale federale californiano si appresta ad archiviare l’accusa penale a carico dell’imprenditore. La svolta è arrivata il 14 ottobre, quando presso la Corte Distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto Centrale della California, i rappresentanti governativi hanno presentato una proposta di ordinanza al giudice Michael Fitzgerald per l’archiviazione senza pregiudizio dell’imputazione.
L’amministrazione federale ha reso noto di aver raggiunto un’intesa con l’imprenditore per il versamento di $49,9 milioni, oltre a “tutte le imposte, sanzioni e interessi” relativi agli obblighi tributari nei confronti dell’Internal Revenue Service (IRS) derivanti dai suoi possedimenti in bitcoin.
La richiesta di archiviazione arriva dopo che l’amministrazione statunitense aveva depositato un accordo di prosecuzione differita, stabilendo le condizioni necessarie affinché Ver potesse ottenere il ritiro delle accuse. L’imputato ha riconosciuto di essere stato tenuto a presentare una dichiarazione e versare le tasse su determinati asset digitali prima di rinunciare alla cittadinanza americana nel 2014.
L’imputazione originaria, formalizzata nell’aprile 2024, sosteneva che Ver avesse fornito informazioni false nei documenti fiscali riguardanti circa 131.000 BTC sotto il suo controllo, dal valore di $74 milioni nel 2014. Il Dipartimento di Giustizia americano aveva accusato l’imprenditore di aver tentato di eludere il pagamento delle imposte sui propri beni rinunciando alla cittadinanza statunitense per acquisire successivamente quella di Saint Kitts e Nevis.
La mozione di archiviazione recita: “Come ammesso dall’imputato, quando ha presentato le sue dichiarazioni nel maggio 2016, queste ‘non riportavano la proprietà di tutti questi bitcoin e non dichiaravano le plusvalenze derivanti dalla vendita figurativa di tutti questi bitcoin’, causando una perdita agli Stati Uniti pari a $16.864.105”.
Sebbene la proposta di archiviazione debba ancora ricevere l’approvazione definitiva da parte del giudice federale, il fatto che non sia stata contestata dai legali di Ver e che si basi su un accordo con i pubblici ministeri suggerisce che la vicenda penale sia prossima alla conclusione.





