L’Office of the Comptroller of the Currency conferma che gli istituti nazionali possono mantenere criptovalute nei loro bilanci per commissioni di rete e sperimentazioni.
Il 18 novembre l’Office of the Comptroller of the Currency (OCC) degli Stati Uniti ha confermato, attraverso una lettera interpretativa, che i principali istituti bancari sono ufficialmente autorizzati a mantenere criptovalute nei loro bilanci per pagare le commissioni di rete sulle blockchain nell’ambito di attività bancarie “altrimenti consentite”. Secondo quanto stabilito dal regolatore, le banche nazionali possono anche detenere e utilizzare asset digitali per testare piattaforme legate alle criptovalute.
“Consentire alla banca di impegnarsi nelle attività proposte le permette semplicemente di ampliare attività preesistenti già consentite, senza dover spendere risorse o esporsi ai rischi operativi e di controparte associati all’acquisizione dei crypto-asset necessari da terze parti”, ha dichiarato Adam Cohen, senior deputy comptroller chief counsel dell’OCC.
Il cambio di rotta rispetto all’era Biden
Durante l’amministrazione Biden, l’OCC aveva adottato un approccio molto più cauto nei confronti delle criptovalute, richiedendo alle banche nazionali di ottenere l’approvazione del regolatore prima di intraprendere la maggior parte delle attività legate al settore.
All’epoca, altri regolatori bancari, tra cui la FDIC, scoraggiavano le banche a statuto federale dall’impegnarsi in alcuni tipi di attività crypto ritenute troppo rischiose, compreso l’utilizzo di reti blockchain pubbliche come Ethereum.
L’amministrazione Trump si è mossa per smantellare tali politiche restrittive. Lo scorso marzo, l’OCC ha revocato la politica dell’era Biden che richiedeva alle banche nazionali di ottenere l’approvazione del regolatore prima di intraprendere attività crypto. Ha inoltre autorizzato i principali istituti bancari a custodire asset digitali per i loro clienti e a impegnarsi in determinate attività legate alle stablecoin.
L’annuncio dell’OCC concede alle banche nazionali il permesso esplicito di detenere criptovalute nei loro bilanci per molteplici scopi. Le banche possono ora sperimentare con maggiore libertà le tecnologie blockchain, mantenendo asset digitali necessari per le operazioni su tali reti.





