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Business su Bitcoin e come lanciare il proprio

Emile Jellinek by Emile Jellinek
Novembre 26, 2025
in Bitcoin, Feature
bitcoin
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Opportunità e modelli di business nell’ecosistema Bitcoin: dalla tecnologia alle applicazioni.

Dopo più di quindici anni di attività del network, l’ecosistema sviluppatosi attorno a Bitcoin è diventato sempre più complesso, creando diversi modelli di business correlati al funzionamento di questo nuovo sistema monetario. Così come il sistema bancario, durante i suoi oltre 500 anni di storia, ha dato lavoro a percentuali sempre maggiori della popolazione, l’industria Bitcoin impiegherà in futuro moltissime persone e creerà un indotto variegato per soddisfare ogni genere di bisogno ad essa connesso.

Si può immaginare il protocollo Bitcoin come il tronco di un albero, le cui radici ottengono nutrimento dalla terra, che rappresenta il mercato dei capitali nel suo insieme. Con il passare degli anni, il tronco si ispessisce, aggiungendo protocolli di livelli superiori, e genera i rami. Ogni ramo rappresenta un settore (es. mining, exchange, ecc.), in continua espansione per catturare sempre più luce, che rappresenta il mercato retail, e la sua crescita porta beneficio all’intero albero. Rami e foglie cadono in quanto hanno terminato il loro ciclo di vita, non si sono rivelate abbastanza forti da sopportare una tempesta o è stata rubata la luce da nuovi rami, continuando ad arricchire il terreno. 

Anche il ciclo delle stagioni calza bene nella metafora. Durante il “Bitcoin Winter”, i retail sono poco attivi e l’albero sembra quasi morto, ma si sta solo preparando per le stagioni calde. Con l’arrivo della primavera, iniziano a vedersi i primi segni di vita, che gettano le basi per la crescita esplosiva estiva (la “bull run”). Frutti, foglie e rami caduti arricchiscono di nutrienti il terreno e segnano l’arrivo dell’autunno, durante il quale l’entusiasmo si placa e si torna a lavorare sotto traccia. Basta sostituire il ciclo annuale della natura con quello quadriennale degli halving e tutto torna!

Di seguito sono descritti i componenti di questo ecosistema complesso, seppur in modo approssimativo, dividendoli in due macrocategorie: “DeepTech” e “Applications”. La prima comprende aziende che sviluppano direttamente la tecnologia, operando a un livello estremamente tecnico; vengono a loro volta suddivise tra “Onchain”, ossia chi lavora sul Layer 1, e “Offchain”, cioè chi lavora sui layer superiori. La seconda comprende le aziende che offrono prodotti e servizi basati su Bitcoin, suddivise tra chi li vende ad aziende (“B2B”) e a individui (“B2C”).

DeepTech — Onchain

Il modo più diretto per guadagnare bitcoin è minare, sia in scala industriale, dando vita a una “Mining Farm”, sia a livello domestico, tramite il cosiddetto “Home Mining”.  I parametri che influenzano il profitto sono la potenza delle macchine, l’efficienza dell’infrastruttura e il costo dell’energia — trovare energia a basso costo, o addirittura situazioni in cui è sprecata, è la strategia più acuta per avere buoni margini. Oltre all’attività diretta, è possibile produrre hardware e software che rispondono alle esigenze dei diversi tipi di miner. Infine, tramite il “pooling” di diversi miner, ossia l’accentramento della potenza di calcolo al fine di ridurre la varianza delle entrate per i singoli attori, è possibile ottenere una commissione sui bitcoin minati.

La blockchain è salvata nei nodi e, seppur si possa far girare un nodo su vari tipi di computer più o meno performanti, è possibile produrre macchine specializzate per questa funzione, così come fornire software per renderne più comoda la gestione. Nonostante le critiche dei puristi, è possibile utilizzare la blockchain a fini notarili, con applicazioni che spaziano dalla creazione di altri asset digitali alla certificazione di beni fisici, in particolare grazie alla combinazione con la tecnologia NFC.

Esistono particolari tipi di transazioni onchain che richiedono la presenza di una terza parte, la quale può richiedere una commissione per il servizio offerto. Per ottenere più privacy esistono i mixer, sistemi che combinano transazioni diverse per ridurne la tracciabilità, che richiedono la presenza di un coordinatore. Altre terze parti sono gli oracoli, che forniscono dati esterni alla blockchain, e le watchtower, che si accertano dell’avverarsi di determinate condizioni.

DeepTech — Offchain

Dopo anni di continua espansione, si può affermare che il Lightning Network rappresenti l’infrastruttura finanziaria principale per transare bitcoin in modo rapido ed economico, oltre che la base per ulteriori layer superiori. Il suo funzionamento si basa sempre sui nodi, ben più complessi di quelli usati per custodire la blockchain. Seguendo un modello IaaS (Infrastructure-as-a-Service), è possibile offrire software pensati per semplificarne la gestione, con diversi gradi di esternalizzazione del servizio.

Il funzionamento di Lightning prevede che ogni nodo disponga di un certo quantitativo di liquidità per effettuare e ricevere transazioni — fornirla su richiesta permette di richiedere una commissione. Questa esigenza aumenta quando il nodo prende parte al processo di routing, ossia quando il denaro inviato da A a B transita per alcuni attori intermedi in assenza di un canale diretto. Seppur minime, le commissioni di routing possono iniziare a generare profitti interessanti se il servizio viene effettuato su larga scala da attori specializzati, che prendono il nome di LSP (Lightning Service Provider).

Oltre a Lighting, esistono altri protocolli pensati per aumentare la scalabilità di Bitcoin: RGB, Ark e Spark per citarne alcuni. Ognuno differisce come architettura del software, ma quasi tutti richiedono un service provider o nodi specifici che offrono la possibilità di effettuare queste particolari transazioni in cambio di una commissione. Inoltre, grazie alla loro maggiore programmabilità, alcuni di questi protocolli permettono di creare altri tipi di asset, aprendo le porte alla digitalizzazione dei RWA (Real World Asset) e alla DeFi (Decentralized Finance) su Bitcoin.

Applications — B2B

In futuro, vedremo tutti i servizi tipici del sistema bancario e finanziario riportati in Bitcoin, sia da nuovi attori che dalle stesse banche tradizionali. La gestione della contabilità verrà effettuata tramite software per tracciare le movimentazioni e pagare le relative imposte, vendibili in modalità SaaS (Software-as-a-Service). Il credito potrà essere concesso sia da attori istituzionali che in modo decentralizzato, sia denominato in valuta fiat (usando bitcoin come collaterale) che in BTC. Un fenomeno sempre più comune è quello delle treasuries, che acquistano bitcoin grazie alla contrazione di debito in valuta fiat promettendo una rendita extra sul capitale.

Nonostante ciò si allontani dai valori originali, grandi aziende o istituzioni, così come aziende più piccole o individui, possono scegliere di rinunciare alla custodia dei propri bitcoin per delegarla ad attori specializzati. Questa soluzione elimina la responsabilità della corretta custodia, ma aggiunge un rischio di controparte, sopperito tutt’al più da un’assicurazione – due altre forme di monetizzazione.

Esistono software per ottenere informazioni riguardanti lo stato della rete e il movimento di bitcoin tra diversi indirizzi. Alcuni sono utilizzabili gratuitamente, al massimo con qualche limitazione, altri solamente tramite l’acquisto della relativa licenza. Oltre all’analytics, stanno crescendo i software da vendere a chi sviluppa applicazioni su Bitcoin, nella sempre più crescente ottica B2D (Business-to-Developer).

Applications — B2C

Uno dei business più storici, nonché tra i più profittevoli, è quello dell’exchange. Esso può essere svolto sia da attori centralizzati, sempre più tartassati dalla regolamentazione, sia in forma decentralizzata, richiedendo una commissione per ogni cambio di valuta. Oltre che tramite software, è possibile effettuare un cambio di valuta tramite ATM fisici, che tuttavia richiedono commissioni più alte. Un altro modo di convertire bitcoin è tramite l’acquisto di carte prepagate; viceversa, è possibile acquistare dei voucher per ottenere bitcoin — in entrambi i casi, l’emittente delle carte trattiene una percentuale della somma convertita, dividendo il profitto con il rivenditore.

Altrettanto storici sono i wallet, suddivisi tra software e hardware. I primi, seppur ne esistano diversi gratuiti e open-source (dunque self-hostabili), possono essere rilasciati in cloud e richiedere una fee di transazione, oltre che un abbonamento mensile per funzionalità aggiuntive. I secondi monetizzano sulla vendita del dispositivo fisico, offrendo molto spesso anche il software incluso.

I costi di transazione minimi di Lightning rendono possibili un’ampia serie di modelli di business basati sulla possibilità di effettuare microtransazioni — l’uso a consumo dei servizi software potrebbe presto soppiantare gli abbonamenti in molti ambiti. È possibile offrire pagamenti in bitcoin all’interno di servizi di streaming, videogiochi, chatbot AI o per aggiungere dinamiche di gamification, per creare nuovi servizi o migliorare l’esperienza utente di quelli già esistenti.

Lanciare un business in Bitcoin

Bitcoin è figlio della cultura open source e, in questo ambito più che altrove, è importante evitare di “reinventare la ruota”; al contrario, bisogna cercare di “stare sulle spalle dei giganti”. Ciò significa studiare a fondo l’esistente e innovarlo solamente aggiungendo nuovi componenti al di sopra di ciò che già esiste. Inventare cose da zero non è da escludersi totalmente, ma è sicuramente più rischioso e complesso, oltre che molto spesso inutile.

Per lanciare un business di successo in Bitcoin è fondamentale sfruttare le unicità che caratterizzano questa tecnologia — ripensare prodotti e servizi solamente sostituendone la forma di pagamento può essere un modo per renderli più appetibili agli occhi dei bitcoiner, ma non porta alla creazione di un business innovativo o di un nuovo mercato. Tutt’al più, è possibile integrare Bitcoin all’interno di un’applicazione già esistente nell’ottica di espanderne le funzionalità e aumentarne i benefici per l’utente.

Un altro elemento da tenere bene a mente è il motivo per cui è nato Bitcoin, ossia la creazione di un sistema monetario che, grazie all’uso della blockchain e della proof-of-work, possa funzionare senza la presenza di un controllo centrale fidato. Pertanto, offrire soluzioni che ricorrono nuovamente alla fiducia verso enti gestiti da umani rimuove tutto il valore di operare in questo ambito.

Quando si ha un’idea o si è già sviluppato un primo prototipo, bisogna fare attenzione a chi si chiede pareri – i bitcoiner sono sempre irrazionalmente entusiasti di nuove iniziative nell’ambito, perciò molto spesso i tanti feedback positivi possono rivelarsi privi di sostanza. A maggior ragione nel caso di prodotti pensati per utenti generalisti, è fondamentale validare l’idea al di fuori della nicchia Bitcoin, nonostante sia più ostico spiegare la soluzione immaginata.

Un modello di business di successo in Bitcoin dovrebbe crescere proporzionalmente alla crescita dell’intero ecosistema e adattarsi alla sua natura stagionale, in linea con l’esempio dell’albero. Metriche come la crescita dei volumi, dell’adozione, dell’hashrate, del prezzo e del numero di transazioni dovrebbero implicare il successo nel lungo periodo. Non importa se oggi il business genera pochi profitti o è in perdita, molti investitori che abbracciano la visione sulla crescita di Bitcoin saranno pronti a scommetterci lo stesso. 

Il business Bitcoin di successo deve sapere combinare l’ideologia, utile per creare la cultura aziendale e definire la visione, la conoscenza tecnica, necessaria a capire quali aspetti della tecnologia sfruttare e come costruire sopra di essa, e capacità di osservazione, importante per individuare mancanze e problemi reali su cui valga la pena lavorare.

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