In vista della tassa sugli asset digitali del 2027, il fisco sudcoreano punta su un sistema di intelligenza artificiale per individuare gli evasori fiscali.
Secondo quanto riportato dal Korea Times, il National Tax Service della Corea del Sud ha lanciato una gara d’appalto per sviluppare una piattaforma basata sull’intelligenza artificiale destinata a monitorare le transazioni in digital asset e individuare potenziali casi di evasione fiscale. Il progetto segna un ulteriore passo verso l’implementazione della tassazione sugli asset digitali, più volte rimandata e ora prevista per gennaio 2027.
Per rendere efficace tale sistema di tassazione, il governo ha stanziato circa 3 miliardi di won (equivalenti a $2 milioni) per costruire una piattaforma tecnologica all’avanguardia.
Il National Tax Service intende sfruttare algoritmi di intelligenza artificiale e machine learning per processare enormi volumi di dati relativi agli scambi di criptovalute. L’obiettivo è identificare comportamenti anomali, schemi di trading sospetti e potenziali tentativi di sottrarsi agli obblighi fiscali.
Il meccanismo fiscale prevede un’imposta complessiva del 22%, composta da un 20% di tassazione sul reddito e un ulteriore 2% di tassa locale. Il prelievo si applicherà esclusivamente ai profitti annuali superiori a 2,5 milioni di won, che corrispondono a circa $1.700.
Entro marzo 2026 verrà selezionato il contractor che svilupperà la piattaforma. La fase di design è programmata per aprile, seguita da test continui durante tutto l’anno. Un programma pilota è previsto per novembre 2026, mentre il lancio definitivo del sistema dovrebbe avvenire tra novembre e dicembre dello stesso anno.
La piattaforma non si limiterà a raccogliere dati, ma utilizzerà capacità analitiche avanzate per supportare verifiche fiscali mirate, identificare redditi nascosti di contribuenti morosi e rilevare strategie di evasione legate al trading.
L’NTS ha annunciato che i dati analizzati e le liste di soggetti sospetti verranno trasmesse ad altre agenzie governative, tra cui il Korea Customs Service e la Banca di Corea.
Approvata originariamente nel 2020, l’implementazione della normativa è stata rinviata per ben tre volte a causa dell’opposizione del settore e dei disaccordi politici sulle soglie di tassazione.





