Un report di Citi indica che affiancare Bitcoin all’oro produce rendimenti superiori rispetto ai tradizionali mix obbligazionario-azionario.
Citi ha pubblicato un nuovo report, citato da CNBC, in cui gli analisti sostengono che detenere contemporaneamente oro e Bitcoin può migliorare le performance di portafoglio rispetto alle allocazioni tradizionali basate su obbligazioni e azioni. L’analista Alex Saunders ha indicato che un’allocazione del 5% all’oro migliora l’efficienza del portafoglio, ma che suddividere quella esposizione tra oro e Bitcoin produce risultati ancora più solidi.
Secondo l’analisi, la combinazione delle due asset class migliora i rendimenti durante i mercati obbligazionari in rialzo e offre resilienza nei cicli di bear-steepening legati a preoccupazioni fiscali e al rischio di inflazione crescente. Citi ha sottolineato che Bitcoin tende a sovraperformare l’oro nelle fasi di debolezza dei mercati obbligazionari, evidenziando i recenti guadagni dell’asset nelle fasi di stress geopolitico e sui mercati azionari. Negli ultimi due mesi, Bitcoin ha registrato un rialzo del 9%, mentre l’oro spot ha segnato un calo del 4%.
Saunders ha evidenziato come l’attrattiva tattica di un’allocazione combinata risieda nell’equilibrio tra la relativa popolarità dell’oro e le caratteristiche di crescita di Bitcoin. Il prezzo di Bitcoin ha superato la soglia dei 75.000 dollari, un movimento che i mercati interpretano non solo come un breakout tecnico, ma come un segnale di cambiamento nel modo in cui l’asset viene valutato in un contesto di crescenti tensioni geopolitiche.
Dopo essere rimbalzato da un minimo di circa 60.000 dollari a febbraio, Bitcoin ha guadagnato circa il 23%, mantenendo una posizione solida anche mentre i mercati tradizionali subivano pressioni. I trader considerano attualmente la fascia 75.000-76.000 dollari come una zona di resistenza critica: un breakout potrebbe aprire la strada verso gli 80.000 dollari, mentre un fallimento potrebbe riportare il prezzo verso i 70.000 dollari o al di sotto.
I dati sui derivati offrono un quadro aggiuntivo: i funding rate sui futures perpetui sono rimasti negativi per oltre sei settimane, segnalando un posizionamento ribassista persistente nonostante il rialzo dei prezzi. Storicamente, questa combinazione di funding negativo, open interest in crescita e stabilità dei prezzi ha preceduto breakout al rialzo, quando i venditori allo scoperto sono costretti a coprire le posizioni.
Sul piano narrativo, Bitcoin non viene più percepito esclusivamente come un hedge di “oro digitale” o come un proxy ad alto rischio del settore tecnologico. L’asset è sempre più prezzato come strumento geopolitico, con la sua capacità di operare al di fuori delle infrastrutture finanziarie tradizionali che ne rafforza il ruolo di mezzo di regolamento neutrale nel commercio globale.





