Paul Sztorc vuole lanciare un fork di Bitcoin ad agosto 2026 con Drivechains, ma il piano di usare i bitcoin attribuiti a Satoshi Nakamoto scatena accuse di furto dalla community.
Paul Sztorc ha proposto un hard fork della rete Bitcoin denominato eCash, previsto per agosto 2026 al block height 964.000. La proposta prevede la creazione di una nuova chain che replica l’intera storia di Bitcoin fino al momento della separazione, con l’aggiunta delle Drivechains. Ogni detentore di BTC al momento del fork riceverà un quantitativo equivalente di token eCash.
Sztorc lavora su questa architettura dal 2015, quando propose per la prima volta le Drivechains, poi formalizzate come BIP300 e BIP301 rispettivamente nel 2017 e nel 2019. Le Drivechains sono tipologie di sidechain ancorate alla blockchain di Bitcoin che che possono operare con regole e funzionalità proprie, permettendo agli sviluppatori di costruire nuove capacità senza che l’intera rete debba adottarle. Sono già in sviluppo sette Drivechains, tra cui una chain per la privacy modellata su Zcash, un mercato predittivo chiamato Truthcoin, un exchange decentralizzato denominato CoinShift e una chain, secondo Sztorc, resistente ai computer quantistici chiamata Photon. Verrà rilasciato anche un coin-splitter tool per separare i BTC dai nuovi token eCash.
La parte più controversa del progetto riguarda il finanziamento: Sztorc intende utilizzare i bitcoin sugli indirizzi attribuiti a Satoshi Nakamoto sulla nuova chain eCash per attrarre investitori prima del lancio. Considerando che l’ammontare è 1,1 milioni di bitcoin in wallet che non hanno mai mosso i fondi, tali coin comparirebbero come saldo eCash equivalente sulla nuova chain. Secondo il piano, meno della metà di queste coin eCash equivalenti verrebbero assegnate agli investitori nella fase pre-fork, anche se il meccanismo preciso rimane poco chiaro.
Un hard fork implica la copia del codice esistente e il lancio di una chain separata che condivide l’intera storia di Bitcoin fino al punto di scissione, per poi divergere con regole, funzionalità e token propri. Il precedente più noto è quello del 2017, quando il dibattito sul limite di dimensione dei blocchi da 1MB portò alla creazione di Bitcoin Cash (BCH).





