Il bridge non-custodial Boltz ha sospeso gli swap a tempo indeterminato: gli attacchi assistiti dall’AI arrivano più velocemente di quanto il team riesca a difendersi. In risposta, il Bitcoin Red Team coordinato da Calle ha già passato al setaccio 390 repository con agenti AI, depositando quasi 5.000 segnalazioni in 27 ore.
Boltz, uno dei bridge non-custodial piu’ usati per spostare bitcoin tra mainchain, Lightning Network e Liquid, ha sospeso i propri swap a tempo indeterminato. In un thread su X il team ha spiegato che la decisione non nasce da un singolo incidente: da mesi l’infrastruttura subisce un aumento costante di “sondaggi automatizzati assistiti dall’AI”, con diversi exploit contenuti uno a uno. Negli ultimi giorni l’accelerazione è stata drastica e, dopo aver letto i risultati delle proprie scansioni di sicurezza, il team ha concluso di non poter riattivare il servizio in modo responsabile.
Gli attaccanti “iterano ora piu’ velocemente di quanto un team della nostra dimensione riesca a trovare e correggere”, scrive Boltz, che si dice preso di mira da più gruppi con risorse mentre corre a distribuire le patch. L’API resta attiva per i rimborsi cooperativi e quelli unilaterali funzionano comunque, perché non dipendono dall’infrastruttura di Boltz. “Nessun fondo degli utenti è mai stato a rischio”, tiene a precisare il team: il protocollo è non-custodial per design e le perdite, da azienda interamente bootstrapped, sono state solo proprie.
Boltz parla esplicitamente di “cambiamento di paradigma per i servizi Bitcoin che operano su stack open source”. E’ la fotografia di un problema nuovo: quando l’attaccante è un agente che non dorme mai, il difensore umano con orari da umano parte sconfitto.
La risposta dell’ecosistema non si è fatta attendere e usa la stessa arma. Il Bitcoin Red Team coordinato da Calle e finanziato da OpenSats – lo sviluppatore noto per il protocollo ecash Cashu – è cresciuto a 16 persone distribuite globalmente che lavorano 24 ore su 24 a un audit di sicurezza su larga scala dei codebase Bitcoin. I numeri dopo 27 ore e mezza, pubblicati su X: 4.962 segnalazioni su 390 progetti, di cui 85 critiche e 635 ad alta severità, con un ritmo di 2,31 finding critici per persona per ora.
L’approccio ribalta l’asimmetria: se gli agenti AI trovano vulnerabilità a velocità macchina per gli attaccanti, possono farlo anche per i difensori, setacciando repository open source prima che le falle vengano sfruttate. Le segnalazioni del Red Team viaggiano in disclosure privata verso i manutentori dei progetti, con l’obiettivo di patchare prima che altri possano sfruttare.
Il caso Boltz resta un campanello d’allarme per ogni servizio Bitcoin piccolo e open source: la corsa tra attacco e difesa si gioca ormai a velocità di inferenza e chi non può permettersi un red team permanente rischia di scoprirlo a proprie spese.





