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Casa Bianca valuta adesione al CARF: possibili nuove regole fiscali per gli account crypto esteri

Newsroom by Newsroom
Novembre 19, 2025
in Crypto
digital asset
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L’amministrazione americana esamina l’adesione allo standard internazionale per il reporting e la tassazione dei digital asset.

La Casa Bianca sta esaminando una proposta dell’Internal Revenue Service che segnerebbe un cambiamento nella tassazione e nel reporting degli asset digitali negli Stati Uniti. L’iniziativa prevede l’adesione al Crypto-Asset Reporting Framework (CARF), uno standard fiscale globale che garantirebbe all’agenzia delle entrate americana l’accesso completo ai dati relativi agli account detenuti all’estero dai cittadini statunitensi.

La proposta denominata “Broker Digital Transaction Reporting”, presentata alla Casa Bianca il 14 novembre, allineerebbe il sistema di tassazione statunitense a quello di altri 72 Paesi che si sono impegnati a implementare il CARF entro il 2028. Sebbene l’IRS non abbia classificato tale normativa come “economicamente significativa”, la sua introduzione obbligherebbe i contribuenti americani ad adottare standard più rigorosi nella dichiarazione delle plusvalenze generate su piattaforme estere.

Il CARF rappresenta un’iniziativa dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, lanciata alla fine del 2022, con l’obiettivo dichiarato di facilitare la condivisione di informazioni sulle criptovalute tra nazioni aderenti per contrastare l’evasione fiscale internazionale.

Secondo il report sulle raccomandazioni politiche pubblicato dalla Casa Bianca lo scorso luglio, l’implementazione del CARF servirebbe a scoraggiare i contribuenti americani dal trasferire i propri asset digitali verso exchange offshore, evitando di penalizzare le piattaforme domestiche rispetto alla concorrenza internazionale.

L’adozione di tale standard fiscale internazionale metterebbe gli Stati Uniti in linea con più di un terzo dei Paesi del mondo. Il lancio del CARF è previsto per il 2027, con 50 nazioni pronte a unirsi, tra cui Brasile, Indonesia, Giappone, Germania, Francia, Italia, Spagna, Messico e Regno Unito. Altri 23 Paesi hanno apparentemente confermato l’impegno a implementare il framework entro il 2028.

Parallelamente all’adesione al CARF, gli Stati Uniti si preparano a introdurre regole fiscali più stringenti a livello nazionale. A partire da gennaio 2026, entreranno in vigore i moduli 1099-DA, che obbligheranno gli exchange con sede negli USA a fornire dati transazionali molto più dettagliati, includendo sia i trasferimenti in entrata che quelli in uscita.

Clinton Donnelly, avvocato fiscalista specializzato in digital asset negli Stati Uniti, ha dichiarato in un post su X:

“Al momento, l’IRS non ha visibilità immediata su tutto ciò che fate sulla blockchain. Tuttavia, questo sta per cambiare. Fra qualche anno, con strumenti migliori e integrazione dei dati, saranno in grado di scansionare le reti blockchain su larga scala per identificare i principali evasori e sottoporli a controlli fiscali mirati”.

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