Un’inchiesta del New York Times rivela come la CFTC abbia allontanato il personale che sollevava dubbi su Polymarket, Crypto.com e Gemini Titan.
Un’inchiesta del New York Times pubblicata domenica 24 maggio descrive una campagna durata un anno alla Commodity Futures Trading Commission (CFTC) per rimuovere i funzionari di carriera che avevano sollevato obiezioni su tre aziende con legami diretti alla famiglia Trump: Polymarket, Crypto.com e Gemini Titan. L’inchiesta, firmata dai giornalisti Sharon LaFraniere e David Yaffe-Bellany, si basa su documenti interni e interviste con oltre 30 tra ex e attuali dipendenti dell’agenzia e dirigenti aziendali.
I legami tra le tre società e la famiglia presidenziale sono diretti. Polymarket ha ricevuto un investimento da 1789 Capital, il fondo di venture capital parzialmente di proprietà di Donald Trump Jr., che funge anche da consulente non retribuito. Crypto.com è partner commerciale di Trump Media & Technology Group, con cui ha stretto a ottobre un accordo esclusivo per lanciare “Truth Predict” su Truth Social. I fondatori di Gemini, Cameron e Tyler Winklevoss, sostengono invece American Bitcoin, la società crypto co-fondata da Eric Trump.
Secondo il NYT, la presidente facente funzione della CFTC Caroline Pham e la sua consulente senior Brigitte Weyls sono intervenute in favore di ciascuna delle tre società, ignorando le obiezioni del personale tecnico. I funzionari di carriera avevano espresso preoccupazioni specifiche: Crypto.com non trattava equamente i piccoli scommettitori, Polymarket mancava di adeguate protezioni antifrode e Gemini Titan non aveva completato la revisione obbligatoria per avviare le operazioni. Entro Natale, due funzionari che avevano sollevato questi problemi erano stati messi in congedo forzato, esclusi dagli uffici e sottoposti a indagine interna, senza che venisse loro comunicato il motivo. Secondo dipendenti attuali ed ex, il messaggio era chiaro: “Non creare problemi a quelle industrie”.
Un episodio emblematico riguarda Gemini Titan: mentre i dipendenti erano nel mezzo dell’esame della domanda di approvazione, Weyls avrebbe inviato loro una bozza di memorandum che raccomandava l’approvazione immediata, invertendo la prassi standard in cui è il personale tecnico a scrivere le raccomandazioni per i commissari. La domanda fu “rapidamente approvata”. Pham ha poi lasciato l’incarico a dicembre per unirsi a MoonPay, società crypto che ha una partnership esclusiva con Polymarket. Weyls ha iniziato a marzo come general counsel di Gemini Titan, la stessa società la cui domanda aveva spinto ad approvare.
Il quadro dell’enforcement dell’agenzia appare radicalmente cambiato rispetto alle amministrazioni precedenti. Sotto la seconda amministrazione Trump, la CFTC ha annunciato soltanto due casi riguardanti asset digitali, entrambi contro operatori individuali, a fronte di oltre 80 casi durante gli anni Biden e più di due dozzine nel primo mandato Trump. L’agenzia ha inoltre abbandonato almeno cinque indagini crypto, tra cui una in fase avanzata su un grande exchange. Tre alti funzionari dell’ufficio enforcement, inclusi il capo consulente legale della divisione, il vicedirettore e il capo degli avvocati processuali, sono stati a loro volta sottoposti a indagine interna nella primavera 2025, con motivazioni vaghe come “la gestione di alcune questioni di enforcement”.
A complicare ulteriormente il quadro è la struttura della governance dell’agenzia. Il presidente Michael Selig, confermato a dicembre, è l’unico commissario in carica, poiché Trump non ha ancora nominato i sostituti per i quattro seggi vacanti. Questo gli conferisce un’autorità unilaterale per avviare cause e emanare regole in due industrie direttamente collegate agli affari della famiglia presidenziale. I leader della House Agriculture Committee hanno recentemente esortato Trump a colmare i posti vacanti, sottolineando in una lettera congiunta che la CFTC sarà “al meglio con una commissione di cinque membri”, capace di garantire “regolamenti migliori, norme più solide e maggiore sensibilità alle visioni divergenti degli stakeholder”. Va ricordato che il predecessore designato da Trump, Brian Quintenz, aveva visto ritirare la sua nomina a fine settembre dopo che i gemelli Winklevoss avevano fatto lobbying contro di lui, secondo il NYT, perché si era rifiutato di impegnarsi a sostenere un reclamo di Gemini contro i legali dell’agenzia stessa.
Le reazioni all’inchiesta sono state immediate. La Casa Bianca ha respinto le conclusioni: il portavoce Davis Ingle ha dichiarato al NYT che “il presidente Trump agisce solo nel migliore interesse del pubblico americano” e che “non esistono conflitti di interesse”. Il senatore Richard Blumenthal (D-CT) ha scritto su X che “la CFTC è diventata uno strumento vile dei mercati di previsione e di oscure società crypto”, chiedendo al Congresso di rallentare sulla legislazione crypto. Amanda Fischer, direttrice della politica finanziaria di Better Markets ed ex capo di gabinetto della SEC, ha definito il reportage “un’inchiesta bomba su una cultura sistemica di corruzione crypto e dei mercati di previsione alla CFTC”, sostenendo che le conclusioni dovrebbero riaprire il dibattito sul CLARITY Act, il disegno di legge sulla struttura del mercato crypto che attribuirebbe alla CFTC ampia nuova autorità sui mercati spot di commodity digitali. Il Senato Banking Committee aveva votato 15 a 9 per avanzare il provvedimento all’inizio del mese.





