Il 9 luglio la mozione per respingere il ripristino della scansione volontaria delle comunicazioni si è fermata a 276 voti sui 360 necessari in seconda lettura. Il regime torna in vigore fino al 3 aprile 2028.
Il 9 luglio il Parlamento europeo, riunito in plenaria a Strasburgo, non ha raggiunto la maggioranza assoluta necessaria a respingere la posizione del Consiglio che ripristina il regolamento noto come Chat Control: la mozione di reiezione si è fermata a 276 voti favorevoli, con 314 contrari e 17 astensioni, sui 360 richiesti. Il regime di scansione volontaria delle comunicazioni private, adottato dal Consiglio il 2 luglio, torna così in vigore fino al 3 aprile 2028.
Il testo ripristina la deroga alle regole ePrivacy che consente ai fornitori di servizi di messaggistica e posta elettronica di scansionare volontariamente le comunicazioni degli utenti alla ricerca di materiale pedopornografico, nel quadro delle misure per la tutela dei minori online. La deroga era scaduta il 3 aprile, dopo che a marzo l’aula aveva respinto la proroga con 311 voti contrari; riproponendo lo stesso testo come propria posizione in prima lettura, il Consiglio ha riaperto il dossier in seconda lettura, dove i numeri giocano a favore dei governi.
In seconda lettura, per respingere o emendare la posizione del Consiglio serve la maggioranza assoluta dei componenti: 360 voti sugli attuali 719. Le assenze pesano di fatto a favore del testo, e oltre cento eurodeputati non hanno partecipato al voto. Martedì 7 luglio l’aula aveva approvato con 331 voti favorevoli e 304 contrari la procedura d’urgenza chiesta dal Partito popolare europeo, che ha portato il voto nell’ultima seduta prima della pausa estiva.
Sotto la stessa soglia è caduto l’emendamento che limitava la scansione ai sospettati individuati dall’autorità giudiziaria, fermo a 322 voti favorevoli contro 255. È passato invece, con 369 voti, l’emendamento che esenta esplicitamente le comunicazioni cifrate end-to-end, una tutela che i critici definiscono simbolica perché quei contenuti restano comunque illeggibili per i fornitori. L
“Il fatto che Chat Control avanzi contro la volontà della maggioranza degli eurodeputati votanti è una farsa e danneggia la democrazia”, ha scritto dopo il voto Patrick Breyer, ex eurodeputato del Partito Pirata tra i critici storici del dossier. Per Breyer il ripristino toglie ai governi ogni incentivo a chiudere il negoziato sul regolamento permanente – noto come Chat Control 2.0 e ancor più invasivo perché non più volontario – contro gli abusi sui minori, che riprende a settembre: finché la scansione di massa volontaria resta legale, sostiene, l’impianto mirato uscito dall’Eurocamera può essere rinviato all’infinito.
Approvato nel 2021 come misura ponte di tre anni e prorogato una prima volta nel 2024, il regime temporaneo arriva così al settimo anno di vita, con la sola parentesi dei tre mesi senza base giuridica tra aprile e luglio 2026. La scadenza del 3 aprile 2028 è pensata per coprire il negoziato sul regolamento permanente; senza un accordo, l’Unione arriverà a quella data con la scansione volontaria ancora in vigore.





