Circle propone di sostituire i depositi bancari obbligatori con uno standard di liquidità
Circle ha proposto modifiche a MiCA per consentire agli emittenti di stablecoin regolati fuori dall’Unione di distribuire token in Europa senza ottenere una piena autorizzazione Ue. Secondo la proposta, la Commissione europea valuterebbe l’equivalenza del quadro normativo estero e l’EBA riconoscerebbe i singoli emittenti, che resterebbero principalmente supervisionati nel Paese d’origine.
Circle chiede inoltre di preservare la multi-emissione, nella quale un’entità europea autorizzata da MiCA co-emette una stablecoin con una controparte regolata all’estero. La società ha affermato che solo tre delle 25 maggiori stablecoin per valore di mercato – USDC, USDG ed EURC – sono attualmente regolate da MiCA.
Circle contesta l’obbligo per gli emittenti di token di moneta elettronica di detenere almeno il 30% delle riserve in depositi presso banche commerciali, soglia che sale al 60% per i token significativi. L’azienda propone uno standard di liquidità più ampio, sostenendo che i depositi obbligatori aumentino l’esposizione al rischio di credito e di controparte delle banche.
La posizione richiama le critiche del CEO di Tether, Paolo Ardoino, secondo cui concentrare riserve nelle banche potrebbe creare vulnerabilità se tali istituti fallissero o non riuscissero a soddisfare grandi richieste di rimborso. Ardoino ha dichiarato che Tether non ha cercato una licenza Ue per lo stesso requisito. L’EBA ha invece invitato la Commissione a rafforzare MiCA rispetto ai rischi delle strutture multi-emittente con Paesi terzi. La consultazione della Commissione si è chiusa il 30 settembre e potrebbe portare a modifiche legislative.





