TL;DR: l’home mining di Bitcoin è un hobby tecnologico, con guadagni attesi minimi: dispositivi come NerdMiner (da 20 euro), Bitaxe (100-200 euro) e FutureBit Apollo permettono di partecipare alla rete da casa, in pool o in solo mining. Le probabilità di trovare un blocco da soli sono remote, ma non nulle: a novembre 2025 un cluster di Bitaxe ha risolto il blocco 924.569 incassando oltre 3 BTC. In Italia, con un prezzo di riferimento dell’energia di circa 30 centesimi di euro per kWh (ARERA, secondo trimestre 2026), un Bitaxe acceso 24 ore su 24 costa pochi euro al mese.
Negli ultimi anni il mining domestico di Bitcoin ha suscitato un crescente interesse tra gli appassionati. Tramite l’home mining si partecipa alla gara globale per aggiungere un nuovo blocco alla blockchain di Bitcoin, ogni circa 10 minuti, utilizzando hardware specifico direttamente da casa. Di seguito confrontiamo i principali dispositivi (chiamati anche Bitcoin Lottery Miners) oggi disponibili sul mercato, analizzandone caratteristiche, vantaggi, limiti e il loro ruolo nell’ecosistema Bitcoin.
Hobby tecnologico o qualcosa di più?
L’home mining nasce come hobby o progetto educativo, offrendo la possibilità di avvicinarsi direttamente al funzionamento del mining di Bitcoin. Nonostante i dispositivi casalinghi non siano competitivi sul piano della potenza rispetto ai grandi impianti industriali, che dominano la rete, il loro valore risiede in altro: la partecipazione attiva, anche se in piccola scala, e la possibilità per alcuni utenti di tentare la fortuna con il solo mining.
Quest’ultima è una modalità in cui un singolo miner cerca di risolvere autonomamente un blocco, ottenendo la ricompensa intera, anziché lavorando in pooling. Le probabilità di successo sono estremamente ridotte, rendendo il processo simile a una lotteria. In alternativa, il mining in pool consente di unire la propria potenza di calcolo con quella di altri partecipanti, aumentando le probabilità di trovare un blocco e dividendo poi la ricompensa proporzionalmente.
Un elemento chiave che caratterizza molti di questi dispositivi è il loro approccio open source, che rende hardware e software completamente accessibili: dal design, che può essere personalizzato e studiato a piacimento, fino all’architettura modulare, che facilita l’adattabilità e l’espansione delle tecnologie.
Solo mining in pool o con nodo proprio? Le differenze
Nel solo mining in pool il miner partecipa a una struttura coordinata che ottimizza i tentativi di mining tra i partecipanti, richiedendo minori competenze tecniche ma cedendo parte del controllo alla pool in cambio di una maggiore efficienza organizzativa. Il vantaggio di fare solo mining in pool è utilizzare un protocollo standard e non dover scaricare tutte le transazioni della timechain come farebbe un nodo. I miner si uniscono a una pool che si dedica esclusivamente al solo mining. La pool condivide i tentativi di trovare un blocco, in modo che i partecipanti non facciano gli stessi identici tentativi.
Al contrario, il solo mining con nodo proprio rappresenta l’approccio più puro al mining di Bitcoin, dove il miner gestisce autonomamente l’intero processo, dal mantenimento del nodo alla selezione delle transazioni, contribuendo più direttamente alla decentralizzazione della rete. Il miner gestisce in modo autonomo la propria copia della blockchain e crea i template dei blocchi da minare. Il miner sceglie quali transazioni includere nel blocco, andando a prendere quelle più redditizie dalla propria mempool.
Sebbene entrambi i metodi offrano la possibilità di ottenere l’intera ricompensa del blocco (al netto di eventuali commissioni nel caso della pool), differiscono in termini di requisiti tecnici, controllo operativo e contributo all’ecosistema Bitcoin. Mentre il solo mining in pool è più accessibile ai neofiti, il solo mining con nodo proprio richiede una comprensione tecnica più approfondita ma offre un’esperienza più completa e autonoma.
NerdMiner: la porta d’ingresso all’home mining
Il progetto NerdMiner nasce dal dispositivo Han Solo Miner, prototipo creato con scopi didattici dallo sviluppatore Valerio Vaccaro. Il dispositivo mirava a collegare il concetto astratto del mining ad un oggetto fisico. In seguito, il developer BitMaker, ispirato all’Han Solo Miner, sviluppa il NerdMiner, una versione più intuitiva e con un’interfaccia più curata.
NerdMiner rappresenta una delle soluzioni più economiche e accessibili per intraprendere il proprio percorso nel mining casalingo. Nato come progetto educativo, NerdMiner ha fatto da apripista al mondo dell’home mining. È progettato per fornire un’introduzione semplice e intuitiva ai meccanismi più tecnici del mining.
Caratteristiche principali:
– Specifiche tecniche: il NerdMiner raggiunge un hash rate di 50-80 kilohash al secondo. Tale potenza è insufficiente per risolvere blocchi autonomamente, ma il dispositivo si presta perfettamente a scopi didattici e di sperimentazione. Ha un display che mostra varie informazioni come l’ora, il prezzo di Bitcoin, l’altezza del blocco, l’hash rate e le commissioni di transazione. Dispone di due pulsanti per la configurazione e una porta USB-C per l’alimentazione. È l’unica soluzione completamente open source che permette di modificare l’implementazione di SHA256, ottimizzandola o testando alternative.
– Consumi: il NerdMiner si distingue per un consumo energetico ridotto, appena 1 watt, rendendolo estremamente sostenibile a livello economico.
– Prezzo: con un costo compreso tra 20 e 50 euro, è ideale per chi vuole muovere i primi passi senza effettuare un grande investimento.
– Versatilità: grazie al design completamente open source, è possibile modificare struttura hardware e software. Supporta il solo mining (in pool) e connessioni alle pool tramite il protocollo Stratum V2.
Bitaxe: prestazioni e personalizzazione
Bitaxe rappresenta un’opzione più avanzata rispetto al NerdMiner, offrendo migliori prestazioni senza rinunciare all’approccio open source. Creato da Scott9000, il dispositivo è equipaggiato con un singolo chip ASIC, originariamente progettato per AntMiner, integrato su una scheda personalizzata e raffreddato da una piccola ventola. Il progetto adotta una filosofia open source sia per il software che per l’hardware, con l’unica eccezione del chip ASIC, che rimane una tecnologia proprietaria.
Caratteristiche principali:
– Specifiche tecniche: la linea attuale ruota attorno al Bitaxe Gamma, basato sul chip BM1370 (lo stesso dell’Antminer S21 Pro), che raggiunge circa 1,2 terahash al secondo. Nel 2025 è arrivato il Bitaxe Gamma Turbo, con due chip BM1370 e un hash rate fino a 2,2 terahash al secondo per circa 36-40 watt di assorbimento. I modelli precedenti (Ultra, Supra) restano in circolazione sul mercato dell’usato e presso alcuni rivenditori.
– Consumi: dai 15-20 watt del Gamma ai circa 40 watt del Gamma Turbo, valori comunque gestibili in un contesto domestico.
– Prezzo: indicativamente tra 100 e 250 euro a seconda del modello e del rivenditore; il produttore europeo Power Mining vende il Gamma Turbo a circa 200 euro.
– Flessibilità: hardware e software open source (licenza MIT), firmware AxeOS, possibilità di mining in pool o solo mining in pool. Collegando il dispositivo a mining pool come Braiins o Ocean è possibile ricevere pagamenti direttamente su un Lightning address.
Braiins Mini Miner (BMM 101): il miner plug-and-play
Braiins Mini Miner è un dispositivo compatto e facile da usare che integra il protocollo Stratum V2, migliorando la sicurezza e ottimizzando la comunicazione con le mining pool. Dotato di un display IPS da 3,5 pollici, presenta 4 chip ASIC sulla scheda, una memoria interna da 4 GB, una memoria RAM da 2 GB, connessione WiFi e uno slot per una scheda microSD.
Caratteristiche principali:
– Specifiche tecniche: il BMM 101 raggiunge un hash rate di 1 terahash al secondo.
– Consumi: circa 40 watt, con un massimo di 80 W in overclock, più elevati rispetto sia al NerdMiner che al Bitaxe. Il costo della corrente necessaria per mantenerlo acceso è stimato a circa $5 al mese con un prezzo dell’energia di 0,17 $/kWh.
– Prezzo: con un prezzo di $299 si colloca nella fascia alta dei miner domestici.
– Pro: semplicità d’uso e limitato livello di rumore rendono il BMM una scelta adatta per chi desidera una soluzione plug-and-play.
Collegando il dispositivo alla mining pool Braiins, è possibile ricevere payout tramite il Lightning Network attraverso un’invoice standard o un Lightning Address. Braiins Mini Miner è stato il primo hardware con supporto integrato per Stratum V2.
NerdQAxe: la via di mezzo multi-chip
Dalla stessa comunità open source del NerdMiner e del Bitaxe è nata la famiglia NerdQAxe, che monta più chip ASIC sulla stessa scheda. Il modello di riferimento, il NerdQAxe++, utilizza quattro chip BM1370 e raggiunge circa 4,8 terahash al secondo con un assorbimento intorno ai 70 watt; le revisioni più recenti del firmware permettono l’overclock oltre questa soglia. È disponibile anche il NerdOctaxe, con otto chip BM1370: circa 9,6 terahash al secondo nella versione base e fino a circa 12 terahash al secondo per circa 200 watt nelle revisioni più recenti (Rev 3.1), in vendita presso il produttore e diversi rivenditori.
Per chi vuole più potenza di un Bitaxe senza passare a un miner industriale (rumoroso ed energivoro), questa fascia intermedia è oggi l’opzione più popolare: il NerdQAxe++ è venduto dal produttore europeo Power Mining a circa 380 euro, mentre i modelli a otto chip hanno prezzi superiori.
FutureBit Apollo II (Full Node): miner e nodo in un unico dispositivo
FutureBit Apollo II è il dispositivo più avanzato della lista, grazie alla sua capacità di combinare funzionalità di mining e full node Bitcoin in un’unica unità. È dotato di un disco NVMe da 2TB, 4GB di memoria RAM, due porte USB 3.0, una porta Ethernet e uscite audio e HDMI.
Caratteristiche principali:
– Specifiche tecniche: utilizza chip ASIC a 5 nm, raggiungendo un hash rate fino a 10 terahash al secondo. Consente inoltre di operare come nodo Bitcoin, mantenendo una copia completa della timechain.
– Consumi: il fabbisogno energetico varia da 175 a 375 watt in base alla modalità scelta, rendendolo più oneroso per un utilizzo quotidiano domestico.
– Prezzo: il costo elevato ($1099) è giustificato dall’integrazione delle funzionalità di mining e full node.
– Pro: ideale per chi cerca un controllo completo sull’infrastruttura e desidera contribuire attivamente alla distribuzione della rete.
Il FutureBit Apollo II permette di scegliere tra solo mining e mining in pool. Il solo mining viene fatto con il proprio nodo Bitcoin in modo autonomo, permettendo di scegliere quali transazioni includere nel blocco. Se si opta per il solo mining occorrerà attendere che il nodo si sincronizzi al 100% con la rete Bitcoin e scarichi tutte le transazioni prima di iniziare a minare.
Quanto costa l’energia per l’home mining in Italia?
Il costo operativo di un home miner dipende quasi interamente dal prezzo dell’energia elettrica. Per il secondo trimestre 2026 ARERA indica un prezzo di riferimento di 30,24 centesimi di euro per kWh, tasse incluse, per il cliente domestico tipo servito in maggior tutela (cliente vulnerabile, 2.000 kWh annui, 3 kW di potenza impegnata); nel primo trimestre 2026 era di 27,97 centesimi. Nel mercato libero, dove si trova la maggioranza delle famiglie italiane, il prezzo effettivo varia in base al contratto.
Prendendo come riferimento 0,30 euro per kWh, il costo mensile di un dispositivo acceso 24 ore su 24 si calcola così: potenza in watt x 24 ore x 30 giorni / 1.000 x 0,30 euro.
| Dispositivo | Potenza tipica | Consumo mensile | Costo mensile (0,30 €/kWh) |
|---|---|---|---|
| NerdMiner | 1 W | ~0,7 kWh | ~0,2 € |
| Bitaxe Gamma | ~18 W | ~13 kWh | ~3,9 € |
| Bitaxe Gamma Turbo | ~40 W | ~29 kWh | ~8,6 € |
| NerdQAxe++ | ~70 W | ~50 kWh | ~15 € |
| FutureBit Apollo II | 175-375 W | 126-270 kWh | 38-81 € |
Con questi prezzi dell’energia l’home mining in Italia non è competitivo come attività di profitto: i ricavi attesi dal mining in pool con pochi terahash sono inferiori al costo della corrente. Il calcolo va quindi letto come il “costo dell’hobby”, non come un investimento. Chi dispone di fotovoltaico con eccedenze di produzione può ridurre il costo marginale fino quasi a zero nelle ore di sole.
Si può guadagnare con l’home mining?
No. L’home mining non è generalmente considerato un’attività lucrativa, ma piuttosto un modo per imparare come funziona il mining di Bitcoin e partecipare alla rete.
Il mining casalingo offre due opzioni: partecipare a una mining pool o tentare il solo mining. Il mining in pooling garantisce guadagni minimi ma costanti, nell’ordine di pochi satoshi al giorno, data la limitata potenza di calcolo fornita. Il solo mining invece, pur presentando probabilità di successo estremamente remote, attrae soprattutto gli appassionati di Bitcoin disposti a tentare la fortuna. È importante considerare che mentre la potenza di calcolo complessiva della rete Bitcoin continuerà a crescere nel tempo, le prestazioni di questi dispositivi rimarranno sostanzialmente invariate.
Per quanto riguarda le probabilità di successo, con un singolo NerdMiner l’attesa media stimata per risolvere un blocco si misura in miliardi di anni, mentre con un singolo Bitaxe si misura in decine di migliaia di anni.
Tuttavia, a dimostrazione che l’improbabile può accadere, i casi di blocchi risolti da dispositivi casalinghi si stanno accumulando. Il 29 agosto 2024 un utente ha trovato un blocco con un Bitaxe Ultra dopo soli 19 giorni di attività. Il 10 marzo 2025 un miner amatoriale con sei Bitaxe in cluster (circa 3,3 terahash al secondo complessivi) ha risolto il blocco 887.212 tramite Solo CKPool, incassando circa 3,15 BTC. Il 21 novembre 2025 un altro cluster di Bitaxe Gamma (circa 5,4 terahash al secondo) ha risolto il blocco 924.569, con una ricompensa di circa 3,08 BTC. Episodi rari su milioni di partecipanti, ma reali: è esattamente la dinamica della lotteria che dà il titolo a questo articolo.
Per alcuni utenti minare Bitcoin in casa con questi dispositivi rappresenta più un passatempo tecnologico che un’attività di profitto, paragonabile all’acquisto di un “biglietto della lotteria”: improbabile ottenere una ricompensa significativa, ma affascinante per esplorare il funzionamento della tecnologia.
Domande frequenti
L’home mining di Bitcoin è redditizio in Italia?
In generale no: con un prezzo dell’energia intorno a 0,30 euro per kWh i costi superano i ricavi attesi del mining in pool con pochi terahash. Va considerato un hobby tecnologico ed educativo, con in più la remota possibilità di risolvere un blocco intero in solo mining.
Quanto costa iniziare a fare home mining?
Si parte dai 20-50 euro di un NerdMiner (puramente didattico), si passa ai 100-250 euro di un Bitaxe fino ai circa 1.100 dollari di un FutureBit Apollo II, che integra anche un nodo Bitcoin completo.
Quanta corrente consuma un Bitaxe?
Un Bitaxe Gamma assorbe circa 18 watt: acceso 24 ore su 24 consuma circa 13 kWh al mese, cioè circa 4 euro con i prezzi italiani dell’energia del 2026.
Che probabilità ho di trovare un blocco da casa?
Estremamente basse: con un singolo Bitaxe l’attesa media stimata si misura in decine di migliaia di anni. Eppure succede: nel 2025 almeno due blocchi sono stati risolti da cluster di Bitaxe amatoriali.
Un home miner fa rumore?
NerdMiner e Bitaxe sono quasi silenziosi (piccole ventole). I dispositivi più potenti come l’Apollo II in modalità turbo o i miner industriali usati in casa sono invece percepibili e vanno collocati con criterio.
Meglio mining in pool o solo mining?
Il mining in pool garantisce micro-pagamenti costanti (pochi satoshi al giorno con questi dispositivi); il solo mining punta tutto sulla ricompensa intera del blocco, con probabilità remote. Molti utenti scelgono il solo mining in pool proprio per la natura di “lotteria”.





