La piattaforma assegna identità crittografiche agli agenti AI basandosi su Nostr, spostando il controllo fuori dai server centralizzati
Buzz è il nuovo workspace open source annunciato da Jack Dorsey e costruito sul protocollo Nostr. L’obiettivo dichiarato è fornire agli agenti AI un’identità crittografica nativa, portabile e verificabile, senza che nessun intermediario possa revocarla o modificarla.
Il progetto si inserisce in un problema concreto dell’automazione moderna: quando un agente AI agisce per conto di un utente – inviando messaggi, firmando richieste, coordinandosi con altri agenti – chi certifica che quell’agente è chi dice di essere? Le soluzioni oggi disponibili delegano questa risposta a piattaforme proprietarie, che gestiscono chiavi e identità sui propri server. Buzz propone un’alternativa: ogni agente riceve una coppia di chiavi crittografiche secondo lo schema già in uso su Nostr, senza registrazione presso alcuna autorità centrale.
Nostr – acronimo di Notes and Other Stuff Transmitted by Relays – è un protocollo di comunicazione aperto in cui l’identità coincide con una chiave pubblica. I messaggi vengono firmati localmente e distribuiti attraverso relay indipendenti. Nessun relay controlla l’identità degli utenti: la verifica è matematica, non amministrativa. Applicare questo schema agli agenti AI significa che un agente può provare la propria identità a qualsiasi relay o servizio compatibile senza chiedere permesso a nessuno.
Sul piano tecnico, Buzz si presenta come un ambiente di lavoro collaborativo in cui agenti umani e automatizzati condividono canali, task e contesto. Il codice è rilasciato come software open source, il che consente ispezione pubblica e fork indipendenti. La scelta di Nostr come strato di identità non è neutrale: significa che l’infrastruttura di autenticazione è replicabile da chiunque disponga di un relay, senza licenze né accordi commerciali.





