Il Ministero delle Finanze propone di tassare le criptovalute come le azioni.
Il Ministero delle Finanze del Vietnam ha proposto un nuovo framework fiscale per le transazioni in criptovalute che equiparerebbe gli asset digitali al trading di titoli azionari. Secondo una bozza di legge riportata da The Hanoi Times, gli individui che trasferiscono digital asset attraverso fornitori di servizi autorizzati dovrebbero pagare una tassa dello 0,1% sul valore di ogni transazione.
La struttura fiscale ricalca quella attualmente applicata alle transazioni azionarie nel Paese. Secondo il documento, la bozza classifica i trasferimenti e il trading di criptovalute come esenti dall’IVA, ma la tassazione dello 0,1% si applicherebbe agli investitori indipendentemente dal loro status di residenza ogni volta che viene eseguito un trasferimento.
Le aziende che operano in Vietnam sarebbero tassate diversamente. Gli investitori istituzionali che guadagnano dai trasferimenti crypto sarebbero soggetti a una tassa sul reddito d’impresa del 20%, calcolata sui profitti dopo aver dedotto i costi di acquisto e le spese correlate. Le autorità hanno inoltre fornito una definizione formale degli asset crypto, descrivendoli come asset digitali che si basano su tecnologie crittografiche o simili per l’emissione, l’archiviazione e la verifica dei trasferimenti.
La bozza delinea requisiti stringenti per gli operatori del settore. Le aziende che desiderano gestire un exchange di asset digitali avrebbero bisogno di almeno 10.000 miliardi di dong vietnamiti (circa $408 milioni) in capitale sociale, una soglia superiore a quella richiesta per le banche commerciali. La proprietà straniera sarebbe consentita ma limitata al 49% del capitale dell’exchange.
Le regole proposte arrivano mentre il Vietnam ha iniziato un programma pilota quinquennale per un mercato regolamentato di asset digitali lanciato a settembre 2025. Il 6 ottobre 2025, il Ministero delle Finanze aveva confermato che nessuna azienda aveva fatto domanda per partecipare al test pilota, citando gli elevati requisiti di capitale. A gennaio 2026, il Paese ha iniziato ad accettare domande per le licenze per operare piattaforme di trading di asset digitali.





