Il blackout delle telecomunicazioni e il crollo della valuta nazionale spingono gli iraniani verso Bitchat e bitcoin.
La valuta nazionale dell’Iran sta attraversando una fase di collasso senza precedenti, con il tasso di cambio che ha raggiunto circa 1,4 milioni di rial per un dollaro statunitense.
Il deterioramento della valuta locale non è un fenomeno recente, ma l’accelerazione registrata tra il 2025 e l’inizio del 2026 ha assunto dimensioni allarmanti. Le sanzioni internazionali continuano a esercitare pressioni pesanti sull’economia del Paese, mentre i ricavi petroliferi si sono ridotti drasticamente. In questo contesto, cittadini e investitori stanno cercando soluzioni alternative alla moneta nazionale.
L’inflazione ha raggiunto livelli insostenibili, superando ufficialmente il 42% alla fine dello scorso anno, anche se i prezzi reali di beni essenziali potrebbero essere aumentati ancora di più.
Il malcontento economico si è tradotto in manifestazioni di piazza in diverse città, da Teheran a Isfahan e Shiraz. Commercianti dei bazar e studenti hanno protestato contro la cattiva gestione economica e la repressione politica. Persino nella capitale, sostenitori tradizionali del governo teocratico hanno espresso il proprio dissenso.
Per controllare le proteste, le autorità hanno imposto blackout delle telecomunicazioni e bloccato i servizi satellitari come Starlink. I cittadini hanno risposto adottando strumenti di comunicazione offline come Bitchat e Noghteha (fork closed-source di Bitchat), applicazioni che permettono messaggistica sicura tramite Bluetooth e reti mesh, senza necessità di connessione internet.
Mentre la situazione economica si deteriora, l’interesse per Bitcoin in Iran cresce. Già prima dell’ultimo collasso, l’adozione dei digital asset in Medio Oriente e Nord Africa stava accelerando, principalmente come protezione contro valute locali instabili e sistemi finanziari restrittivi. Secondo i dati di TRM Labs, tra gennaio e luglio 2025, i flussi totali di criptovalute legati a entità iraniane sono stati $3,7 miliardi, in calo dell’11% rispetto al 2024 a causa delle restrizioni governative, ma con outflow dai servizi iraniani persistenti per capital flight e hedge contro inflazione.





