Il Presidente Lula ha firmato la legge n. 15.358 che destina i digital asset confiscati alle organizzazioni criminali al finanziamento delle forze dell’ordine.
Il Presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha firmato il 25 marzo 2026 la Legge n. 15.358, un pacchetto di riforme volto a smantellare la criminalità organizzata nel Paese. Al centro della strategia ci sono le criptovalute: i digital asset confiscati durante le indagini potranno essere utilizzati per finanziare il sistema di sicurezza pubblica, inclusi acquisto di equipaggiamenti per la polizia, operazioni di intelligence e formazione degli agenti.
La legge consente alle autorità di utilizzare provvisoriamente gli asset digitali sequestrati prima di una condanna definitiva, a condizione che l’utilizzo sia approvato da un giudice. Tale approccio distingue la strategia brasiliana dalle proposte avanzate in altri Paesi, dove alcuni sostenitori delle criptovalute hanno proposto di trasformare i fondi confiscati in riserve di valore statali. Il governo di Brasilia sceglie invece di impiegare quei fondi direttamente nella lotta a organizzazioni come il PCC e il Comando Vermelho.
Sul piano giudiziario, la normativa espande i poteri delle autorità: i giudici potranno ora congelare, bloccare o sequestrare digital asset durante le indagini, inclusa la sospensione dell’accesso a exchange, wallet digitali e piattaforme online. Una volta emessa la condanna definitiva, gli individui perdono permanentemente l’accesso al sistema finanziario formale e all’ecosistema degli asset digitali.
La legge introduce anche un elemento di aggravante penale: l’uso di app di messaggistica cifrata o strumenti di privacy per nascondere attività criminali viene ora considerato un fattore che aumenta le potenziali pene. La norma si inserisce nel più ampio sforzo del Brasile di modernizzare la gestione giuridica della proprietà digitale e di adeguare il sistema giudiziario alle sfide poste dalla criminalità organizzata nell’era digitale.
Sul fronte internazionale, la legislazione abilita la cooperazione tra Stati per il recupero di asset e la condivisione di informazioni di intelligence. Viene inoltre istituita una banca dati criminale nazionale che integra le strutture finanziarie dei principali gruppi criminali noti, strumento pensato per facilitare le indagini transfrontaliere e il tracciamento dei flussi illeciti in digital asset.





