Camera e Senato americani hanno raggiunto un’intesa sul 21st Century Road to Housing Act, che vieta alla Federal Reserve di emettere una valuta digitale di banca centrale fino al 2030.
Camera e Senato degli Stati Uniti hanno raggiunto un accordo bipartisan sul 21st Century Road to Housing Act, un disegno di legge sull’accessibilità abitativa che include un divieto esplicito per la Federal Reserve di emettere una valuta digitale di banca centrale (CBDC) fino alla fine del 2030. L’accordo è stato annunciato martedì 17 giugno 2026, quando un gruppo bipartisan di leader di Camera e Senato ha rilasciato una versione aggiornata del testo.
Il disegno di legge, oltre ad affrontare il tema dell’accessibilità abitativa, vieta agli investitori istituzionali di acquistare abitazioni unifamiliari esistenti per destinarle all’affitto. La clausola anti-CBDC era già presente nella versione approvata dal Senato a marzo, mentre la Camera aveva a sua volta approvato la propria versione con ampio sostegno a maggio. I due rami del Congresso divergevano però su alcuni aspetti: il Senato ha ora introdotto ulteriori emendamenti che saranno sottoposti alla Camera per il voto finale. Secondo due persone informate dei piani, i leader repubblicani della Camera intendono portare il testo in votazione dopo il ritorno dall’interruzione estiva, previsto per il 23 giugno, come riportato da Politico.
Il testo del disegno di legge prevede che la Federal Reserve non possa, direttamente o indirettamente, “emettere o creare una valuta digitale di banca centrale o qualsiasi asset digitale sostanzialmente simile a una valuta digitale di banca centrale”. La clausola scadrà il 31 dicembre 2030 e include un’eccezione esplicita per le stablecoin in dollari, definite come valute denominate in dollari che siano aperte, senza permesso e private.
Il linguaggio della norma riprende in larga parte quello dell’Anti-CBDC Surveillance State Act proposto dal rappresentante repubblicano Tom Emmer nel giugno 2025, approvato dalla Camera il mese successivo ma mai preso in carico dal Senato. Il provvedimento rappresenterebbe una vittoria significativa per i repubblicani, che da anni tentano di far approvare un divieto sulle CBDC attraverso disegni di legge autonomi, fino a oggi bloccati in Congresso. Come aveva già fatto l’amministrazione Trump con il Segretario al Tesoro Bessent, anche sul piano legislativo si consolida la posizione contraria alle valute digitali di stato.
L’accordo raggiunto libera inoltre spazio nell’agenda legislativa del Congresso prima della pausa estiva di agosto e delle elezioni di midterm di novembre. L’attenzione potrà così concentrarsi in particolare sul CLARITY Act, la legge di regolamentazione delle criptovalute che molti parlamentari stanno spingendo per approvare prima della pausa. Su questo fronte, una coalizione di 200 aziende aveva già chiesto al Senato di votare il Clarity Act nei giorni scorsi.





