La Public Utility Commission del Texas ha approvato il sistema “Batch Zero” di ERCOT per allocare la capacità elettrica, spingendo al rialzo le azioni di Cipher, Riot e Core Scientific.
La Public Utility Commission del Texas ha approvato giovedì il nuovo framework “Batch Zero” sviluppato da ERCOT per gestire le richieste di connessione alla rete elettrica da parte dei grandi consumatori industriali. La decisione ha fatto salire le quotazioni di diverse società di mining Bitcoin che operano in Texas e stanno convertendo i propri campus in infrastrutture per l’intelligenza artificiale e i data center, secondo un report di The Block.
Cipher Digital (CIFR) ha raggiunto un nuovo massimo storico a 30 dollari nella giornata di giovedì, con un rialzo superiore al 10%. Core Scientific (CORZ) e Riot Platforms (RIOT) hanno guadagnato rispettivamente il 3% e il 2,2%. Il rally riflette l’attesa degli operatori del settore che il nuovo sistema semplifichi e acceleri l’accesso alla rete per i progetti ad alto consumo energetico.
Il problema che il framework intende risolvere è significativo: ERCOT ha attualmente nella propria coda di connessione oltre 438.000 megawatt di domanda proposta, di cui circa il 90% proviene da data center. Il vecchio sistema valutava le richieste una per una, risultando troppo lento per gestire un’ondata di questa portata. Con il nuovo approccio a batch, l’agenzia potrà “valutare come tutti i progetti interagiscono tra loro e con la rete esistente, producendo un quadro unico e coordinato degli aggiornamenti di trasmissione necessari”.
Le società di mining che negli anni hanno costruito impianti ad alto consumo in Texas sono oggi tra i principali beneficiari di questo cambiamento. Cipher Digital ha firmato accordi con hyperscaler dell’AI su più campus texani, tra cui un contratto di locazione da 5,5 miliardi di dollari con Amazon Web Services presso il campus Black Pearl e un accordo precedente al lago Barber supportato da una garanzia di Google. Riot Platforms ha registrato il proprio debutto nei ricavi da data center nella prima parte dell’anno, generando 33 milioni di dollari ed espandendo il contratto di locazione con AMD a 50 megawatt, continuando nel frattempo a sviluppare il campus di Corsicana, che dovrebbe supportare fino a 1 gigawatt di potenza.
Core Scientific ha generato 78 milioni di dollari di ricavi da colocation nel primo trimestre, più del doppio rispetto ai ricavi derivanti dal mining di Bitcoin. La transizione verso i servizi per l’AI sta dunque ridefinendo il modello di business dei grandi miner, che sfruttano l’infrastruttura energetica già esistente per offrire capacità computazionale ai clienti istituzionali. Su questo tema, la crescente istituzionalizzazione dell’ecosistema Bitcoin sta aprendo nuove frontiere anche nel segmento del lending e dei servizi finanziari.
Il Texas non è l’unico fronte su cui si gioca questa partita. Sempre giovedì, la Federal Energy Regulatory Commission (FERC) ha ordinato a sei operatori di rete regionali al di fuori del Texas di dimostrare che i costi legati alla connessione dei data center non vengano trasferiti alle famiglie e alle imprese e che le loro politiche tutelino l’affidabilità della rete. La presidente di FERC, Laura Swett, ha descritto la questione come una delle principali priorità nazionali del paese.





