Lummis ha dichiarato che l’amministrazione sta esplorando diverse modalità per strutturare la riserva di bitcoin.
La senatrice Cynthia Lummis continua a sostenere la creazione di una riserva strategica di bitcoin negli Stati Uniti, presentandola come l’unico meccanismo concreto in grado di controbilanciare il peso del debito nazionale americano. Secondo la senatrice, tale iniziativa rappresenterebbe una svolta nella gestione delle finanze pubbliche statunitensi.
La parlamentare ha espresso apprezzamento per il Presidente Trump e il suo team governativo, sottolineando come l’amministrazione abbia accolto favorevolmente l’idea di una riserva di bitcoin.
Durante una recente intervista a Bloomberg, la senatrice ha evidenziato la sua convinzione che la riserva di bitcoin registrerebbe un incremento di valore nel corso degli anni, fungendo da contrappeso patrimoniale nel bilancio nazionale. Secondo Lummis, il Segretario al Tesoro Scott Bessent insieme allo staff della Casa Bianca starebbe valutando diverse configurazioni strutturali che vanno oltre la semplice rivalutazione dei certificati aurei e il loro successivo scambio con bitcoin.
Il mese scorso, Lummis ha affermato che il quadro normativo per gli acquisti della riserva potrebbe essere avviato in qualsiasi momento, attribuendo al Presidente Trump il merito di aver creato le condizioni per un’implementazione rapida. Pur riconoscendo la lentezza dell’iter legislativo, la senatrice ha precisato che il meccanismo di finanziamento non necessita di attendere.
Restano aperti interrogativi circa le modalità di finanziamento. Lummis non ha ancora delineato un piano dettagliato su come il governo capitalizzerebbe la riserva. Tuttavia, il documento informativo diffuso dall’amministrazione a marzo ha chiarito che la riserva partirebbe dai bitcoin già sotto il controllo del Tesoro, acquisiti tramite confische criminali o civili.
Dopo la confisca record di circa 127.000 BTC collegati a procedimenti penali, le riserve statunitensi hanno raggiunto un valore superiore ai $34 miliardi ai prezzi attuali.
Il documento ha inoltre specificato che ulteriori bitcoin potrebbero essere aggiunti soltanto attraverso strategie budget-neutral che eviterebbero nuove spese a carico dei contribuenti. Tale approccio si allinea con le indicazioni fornite dal Tesoro ad agosto, quando il Segretario Bessent ha dichiarato che il governo non avrebbe acquistato bitcoin direttamente per la riserva, ma si sarebbe affidato solo agli asset confiscati.
Il dibattito politico si è intensificato nei circoli decisionali da marzo, quando il Presidente Trump ha firmato l’ordine esecutivo per istituire la riserva. Alex Thorn, responsabile della ricerca di Galaxy Digital, ha affermato che gli Stati Uniti potrebbero formalizzare il framework della riserva prima della fine del 2025.





