Le due nazioni si preparano a introdurre normative specifiche per le stablecoin, seguendo l’esempio degli Stati Uniti.
Il Canada si appresta a implementare il suo quadro normativo per le stablecoin attraverso il budget federale 2025. La mossa arriva a pochi mesi dall’approvazione del GENIUS Act statunitense lo scorso luglio.
Secondo quanto emerso dal documento di bilancio pubblicato il 4 novembre, la nuova legislazione imporrà agli emittenti di stablecoin diversi requisiti: mantenimento di riserve adeguate, politiche di rimborso trasparenti e sistemi di gestione del rischio solidi, incluse protezioni per i dati personali e finanziari degli utenti.
L’obiettivo dichiarato è rafforzare la fiducia nei sistemi di pagamento digitale e fornire chiarezza operativa agli emittenti che operano nel mercato crypto canadese in espansione.
La Banca Centrale del Canada ha previsto un investimento di $10 milioni distribuiti su due anni, a partire dall’anno fiscale 2026-2027, per supervisionare l’implementazione del nuovo framework regolatorio. I costi annuali di supervisione, stimati in circa $5 milioni, verranno successivamente recuperati dagli emittenti regolamentati sotto il Retail Payment Activities Act.
Parallelamente, la Bank of England si prepara a svelare il suo regime regolatorio per le stablecoin il 10 novembre, secondo quanto riportato da Bloomberg. La vice governatrice Sarah Breeden ha respinto le preoccupazioni che la Gran Bretagna stia rimanendo indietro rispetto agli Stati Uniti nella supervisione delle stablecoin, affermando che le nuove normative britanniche saranno operative “con la stessa rapidità degli USA”.
Le proposte in arrivo includeranno inizialmente limiti temporanei: fino a £20.000 ($26.000) per i privati e £10 milioni per le imprese. Secondo Breeden, la necessità di limiti più stringenti nel Regno Unito deriva dal fatto che il mercato dei mutui britannico è principalmente basato sulle banche, rendendolo più vulnerabile a rapidi spostamenti di depositi verso le stablecoin.
Le nuove regole si applicheranno inizialmente solo alle stablecoin considerate “sistemiche” dalla BOE – quelle che probabilmente saranno ampiamente utilizzate per i pagamenti – mentre altre stablecoin rimarranno sotto la competenza della Financial Conduct Authority con un regime più leggero.





