Il Ministero delle Comunicazioni indonesiano ha bloccato l’accesso alla piattaforma di prediction market, classificandola come gioco d’azzardo illegale.
Il Ministero delle Comunicazioni e degli Affari Digitali dell’Indonesia ha bloccato l’accesso a Polymarket, il principale mercato predittivo basato su crypto, dichiarando che la piattaforma costituisce gioco d’azzardo online ai sensi della legge locale. Le autorità hanno anche avviato il tracciamento degli account social media affiliati per estendere eventuali restrizioni ad altri canali digitali.
Alexander Sabar, direttore generale della supervisione dello spazio digitale, ha dichiarato che le piattaforme che consentono agli utenti di scommettere denaro su eventi incerti restano prodotti di gioco d’azzardo, indipendentemente dall’utilizzo di blockchain o asset crypto. La posizione delle autorità è netta: la tecnologia sottostante non cambia la natura del prodotto.
Polymarket consente agli utenti di scambiare contratti legati a eventi del mondo reale, tra cui elezioni, sport e dinamiche politiche. Nonostante sia cresciuta fino a diventare uno dei più grandi mercati predittivi a livello globale, diverse giurisdizioni ne hanno classificato l’attività come gioco d’azzardo piuttosto che come attività di mercato finanziario.
Il provvedimento indonesiano si inserisce in un contesto di repressione più ampio in Asia. Il ministero ha citato esplicitamente i casi di Singapore, Brasile e India come paesi che hanno già bloccato Polymarket, mentre Taiwan, Thailandia, Cina e Giappone hanno imposto restrizioni ai sensi delle rispettive leggi locali. Anche l’Ucraina figura tra i paesi dove la piattaforma è bloccata, senza possibilità legale di rientro. L’India ha recentemente vietato Polymarket classificando tali piattaforme come gioco d’azzardo online a pagamento proibito, con Kalshi – operatore di mercati predittivi regolamentato negli Stati Uniti – che potrebbe essere soggetto a ulteriore scrutinio. Polymarket sta separatamente cercando approvazione regolamentare in Giappone entro il 2030, dove le rigide norme sul gioco d’azzardo limitano la maggior parte delle forme di scommessa al di fuori delle attività sanzionate dallo Stato.





